Gioco
Brienza chiama a raccolta i tifosi. «Non ci sono scuse per non venire»
Tesi Group, prima gara della fase a orologio contro i rivali di sempre: Cantù
PISTOIA. Non cade nella trappola coach Brienza, canturino di nascita, alla vigilia della sfida proprio contro quell'Acqua San Bernando Cantù che ha lo ha visto per quasi 15 anni a fasi alterne assistente delle giovanili fino a head coach della prima squadra.
Un passato dalle forti tinte biancoblù il suo, carico di significato e di emozioni. Che però dalle 18 di oggi resteranno fuori dal parquet del PalaCarrara, per il primo match d'andata della fase ad orologio. «Sarei contento se Cantù raggiungesse i suoi obiettivi, alla base c'è un forte legame affettivo – ha dichiarato il coach della Giorgio Tesi – So che in campo però noi daremo tutto per vincere. Le motivazioni sono altissime, siamo carichi, consapevoli del valore degli avversari, ma abbiamo voglia di confrontarci con i più bravi».
Pistoia arriva al primo big match della fase a orologio incerottata. Varnado sarà comunque nel roster di partenza. «È stata una settimana piuttosto tribolata, il paziente zero, come scherziamo con Pollone, ci ha condizionato – ha precisato Brienza – I ragazzi non si sono allenati al meglio. Ieri (venerdì per chi legge, nda) abbiamo dovuto annullare l'allenamento per tutelare chi stava bene ed evitare ulteriori contagi. Abbiamo fatto una mezz’oretta oggi (sabato, nda) in cui eravamo tutti al completo. Se avessi potuto scegliere una settimana in cui non avere questo tipo di problema, avrei scelto proprio questa. Jordon sta meglio, ha un po' di fastidio, è normale. Ma sarà del match».
I canturini arrivano in via Fermi non certo come vittime sacrificali. «Hanno un roster lunghissimo e di grande talento. Hanno fatto una scelta ponderata nel costruirlo, hanno un play, Rogic, eccellente, che riesce a valorizzare tutti i giocatori, specie gli italiani. Hanno tutti grande qualità, Nikolic sta facendo poi una stagione strepitosa. Hanno coach Sacchetti, importantissimo, che gli ha dato una chiara identità di gioco. Hanno tante armi, dobbiamo essere bravi noi a sporcargli le percentuali. Se riescono a giocare in campo aperto sarà un problema per noi. Dobbiamo essere grintosi e in grado di controllare la partita».
Brianzoli nemici storici, dato anche il gemellaggio fastidioso con i cugini termali. Oggi serve un PalaCarrara (già 1.150 biglietti venduti fino a ieri alle 10) da grandi occasioni. «A questo punto non ci sono più scuse – ha sottolineato Brienza – chi non viene è perché non vuole venire. Abbiamo avuto un pubblico fantastico con Fortitudo e discreto con Cento, mi auguro che oggi il palazzetto ci aiuti, che ci dia energia e che ci faccia i superare montagne alte e insidiose».
Una Giorgio Tesi pronta a sfide di questo calibro? «Sono felice di giocare queste partite. Noi abbiamo sempre alzato l’asticella. Giochiamo per stare in scia, e provare a superare proprio queste squadre. Magari un giorno costruiremo una squadra per salire pure noi, e dovremmo allora essere pronti». Coach scaramantico. Magari questa squadra c’è già.
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