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Pistoia non dà scampo a Udine

Tiziana Gori Marco Tirinnanzi

I friulani, privi di Briscoe e Sherrill, giocano una gara nervosa e discontinua. La Tesi domina i primi due quarti con percentuali monstre da tre. Poi controlla

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PISTOIA. Sente l’effetto Sanremo anche il pubblico del palazzetto, che a fine partita accompagna lo striscione innalzato dalla Baraonda (Destinazione ParAdiso) alle note della canzone di Gianluca Grignani. Ritorni. Per il tormentato cantautore a una dimensione artistica e di vita più positiva. Per la Tesi... chissà. La società non si sbilancia, ma questa squadra vola.

Il gioco messo sul parquet nei primi due quarti contro Udine (quarta in classifica, non proprio un tappetino da calpestare), seppur priva dei due americani, è un’iniezione di fiducia per chi la squadra la ama e la segue. Dodici su 17 dalla lunga distanza (71%), 19 su 29 dal campo (66%) all’intervallo. Un fuoco di fila avviato da Varnado e Copeland e raccolto - quando le polveri del fratellino minore di Jarvis si sono bagnate - da un incontenibile Carl Wheatle. Per lui una prestazione monstre da doppia doppia: 21 punti e 13 rimbalzi. Dove c’era da mettere una pezza per ricucire un tentativo di risveglio friulano, lui la metteva.

Dall’altra parte il mestiere di Michele Antonutti (9 punti) e il talento di Diego Monaldi (17, il più efficace dei suoi) ed Ethan Esposito (16). Ma anche tanto nervosismo. La Tesi schiaccia i giocatori del giovanissimo coach toscano Carlo Finetti (27 anni) con un inizio perfetto (6/7 da tre) e loro si smarriscono. A questo aggiungiamo l’assenza degli infortunati Briscoe e Sherrill, e un Alessandro Gentile che per una volta non è stato in grado di far male a Pistoia. Nervoso, l’ex azzurro. Bersagliato dal pubblico dopo una reazione di protesta che gli è valsa un fallo tecnico. E da quel momento per qualsiasi piccolo errore o reazione non ha avuto scampo.

Alla fine della contesa solo 7 punti in carniere per il figlio di Nando Gentile. Ma peggio di lui hanno fatto Pellegrino (fuori per cinque falli già nel terzo quarto) e Cusin (fuori per cinque nel quarto). Una Udine che ha provato a rientrare in partita quando la Tesi ha avuto un fisiologico e forse prevedibile calo al rientro degli spogliatoi, dopo aver dominato i primi due tempi. Ma non ce l’ha fatta.

I biancorossi uccidono la partita nei primi 20’. Il primo quarto è chiuso 31-13, con un impressionante 6/7 da tre, 11 punti di Copeland e 7 di Varnado. Il tutto inframezzato da un clamoroso parziale di 18/0. L’avvio del secondo quarto prosegue sulla stessa falsariga: tre bombe in sequenza per Della Rosa, Gaspardo e Pollone. Tanta buona difesa, a cominciare dal lavoro di Wheatle su Gentile. Il nazionale inglese infila cinque punti consecutivi che tengono ampiamente davanti i biancorossi. Poi altre triple, sempre di Wheatle e Copeland: Pistoia scollina i 50 punti, e per Udine è buio pesto. Rende il tutto meno duro Monaldi, che porta i suoi all’intervallo sotto per 55-39 grazie a una tripla nel finale.

Al rientro dagli spogliatoi Pistoia ha un calo. Un rilassamento mentale che si trasforma in una peggiore precisione al tiro, e Udine prova a rialzare la testa. Gentile, Monaldi, la tripla di Antonutti riportano l’Apu a -12 al 25’.

A 10’ dalla fine Della Rosa e compagni hanno 16 punti di vantaggio. Margine che si dilata grazie a Della Rosa e a Benetti (80-57 al 32’). Poi l’attacco si inceppa, Udine piazza un parziale di 10/0. E a quel punto chi mette di nuovo le cose in chiaro? Carl Wheatle, che trafigge la retina con quattro punti in sequenza. Titoli di coda. I 2.300 del PalaCarrara possono far festa insieme ai giocatori.

Intanto, il trio di testa rimane un duo. Negli anticipi di sabato, infatti, Forlì ha vinto a Cividale (73-77) , mentre Cento è stata sconfitta a Nardò (100- 86). Pistoia e Forlì guidano a quota 34, seguite a 32 da Cento e a 26 da Udine. Un posto nel girone giallo sembra blindato. Domenica prossima la trasferta di Chiusi.


 

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