Gioco
Il bomber arancione Barzotti punta al record personale di gol
Una laurea e un’anima green: ecco chi è il 30enne attaccante della Pistoiese
PISTOIA. Matteo Barzotti, attaccante, maglia numero 30 della Pistoiese, si è messo in luce a suon di gol. Compreso quello da cineteca segnato domenica scorsa con un imperioso stacco di testa. Da quando è rientrato in squadra dopo il serio infortunio che lo aveva tolto di mezzo dal 2 al 23 ottobre, ha un rendimento eccezionale: 6 centri e un assist in 11 gare. Performance in parte oscurata dall’esplosione del baby Di Biase, il collega di reparto che ha 17 anni, quasi la metà dei suoi: lui compirà 31 anni il 30 marzo, ma non smette di sognare.
Padre italiano e mamma dominicana,Barzotti è reduce da una promozione dalla Serie D alla C con il Sangiuliano City (37 presenze e 15 reti) . «Vorrei superare quel record» rivela. Con la media delle ultime partite può farcela. Ha già vestito le maglie delle giovanili del Milan e ha militato in serie C nel Monza (2017/18) ma nel resto della carriera c’è solo tanta serie D, in cui ha segnato la bellezza quasi 80 reti: Caronnese, Nibbiano-oggiono, Brusaporto, sono alcune delle sue tappe. Eppure ci crede ancora: «Amo il calcio e vorrei che fosse nel mio futuro, voglio tornare almeno in terza serie» dice caparbio. Poi spiega: «Adesso sono molto più centrato sul calcio di quanto non sia stato quando ero più giovane. Intanto ho conseguito il patentino di allenatore Uefa B. Ringrazio la Pistoiese di avermi offerto la possibilità già da quest’anno di dare una mano come secondo mister ai ragazzi della U15».
Progettare il futuro è il suo marchio di fabbrica. Con già in tasca il diploma in ragioneria, qualche anno fa si iscrisse all’Università di Milano-Bicocca, ai tempi della sua militanza nel Monza, e ha conseguito la laurea triennale in Scienze dell’organizzazione senza perdere esami: «La magistrale mi avrebbe costretto a cambiare indirizzo di studio, quindi mi sono fermato» sottolinea. Intanto ha posto le basi per un piano alternativo.
Da ricordare che tra i calciatori la percentuale di laureati è sotto l’1%. Il pallone resta comunque la sua passione. E si è affezionato a Pistoia: «È vivibile, mi piace. Non è una metropoli, ma nemmeno un paesino. Amo muovermi in bicicletta, per quello ho preso casa nei pressi dello Stadio. Sono appassionato di basket e quando posso vado al palazzetto a vedere la Serie A2».
Riguardo agli obiettivi degli arancioni tiene i piedi ben saldi a terra: «Fin quando l’aritmetica ci terrà in vita proveremo a vincere il campionato. I conti si faranno alla fine, intanto continuiamo ad allenarci».
Con eleganza commenta il viavai di calciatori orange: «È arrivata gente, altra se n’è andata, adesso bene o male siamo questi e secondo me c’è un’ottima intesa tra noi. Nello spogliatoio come in campo».
E gli interessi extracalcio? «Mi piace tantissimo viaggiare, non per andare in aereo chissà dove. Amo scoprire il territorio circostante. E viaggiare. Adesso quando posso visito la Toscana. Adoro scoprire le usanze e i piatti tipici nei posti in cui gioco».
«Per quanto riguarda gli aspetti sociali, la questione che mi appassiona maggiormente è la difesa dell’ambiente. Per esempio la raccolta differenziata. In generale – precisa – mi interessa tutto ciò che è legato al green».
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