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Brienza: «Tesi Group senza rotazioni»

di Tiziana Gori
Brienza: «Tesi Group senza rotazioni»

Serie A2 L’analisi dell’allenatore di Pistoia sulla rocambolesca sconfitta di sabato sera a Cividale. «C’è mancata la freddezza per gestire il +10. Non avevo altri giocatori per far riposare quelli stanchi»

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PISTOIA. L’analisi che Nicola Brienza fa della sconfitta di sabato sera a Cividale del Friuli è lucida ed equilibrata: la squadra si è incaponita nel tiro da tre con risultati modesti (9 su 34, il 26%), non è stata in grado di gestire un +10 a 5’ dalla fine e quando sarebbe stato necessario mettere qualche giocatore in panca per fargli tirare il fiato, non c’erano rotazioni a sufficienza.

Per la prima volta dall’infortunio di Del Chiaro la Tesi ha dovuto fare i conti con la stanchezza provocata dall’alto minutaggio a carico del quintetto titolare. Laddove l’utilizzo di Varnado (e Wheatle) nel post di 5 in quintetti piccoli ha dato ottimi risultati contro Ferrara e Forlì, e un ispiratissimo Magro non faceva rimpiangere l’assenza del centro titolare, mettendo a referto 12 punti contro l’altra capolista, sabato qualcosa nel meccanismo Tesi si è inceppato.

Pistoia è sembrata una squadra a corrente alternata: capace di rimontare e poi di subire nuovamente la garra di Rota e compagni, guidati in panchina da quel coach Pillastrini che ben si ricordano sul versante montecatinese della palla a spicchi. Capace, purtroppo, di sprecare un vantaggio di 10 punti a meno di 5 minuti dalla fine (pere carità, vantaggio non abissale nel basket, ma gestibile da una Pistoia più lucida).

«Sono tre – commenta Brienza – i momenti decisivi della partita. Il primo sul + 10 a 5’ minuti dalla fine. Dovevamo avere tutti, io compreso, la freddezza e la capacità di gestire il vantaggio, invece abbiamo fatto tre attacchi terribili e tre cattive difese che hanno dato la possibilità a Cividale di rientrare e di prendere l inerzia.

Il secondo aspetto – prosegue – è tecnico: è chiaro che se tiriamo più da tre punti che da due con percentuali oggettivamente molto basse diventa difficile vincere. Quindi avremmo dovute essere più bravi nel dare qualche pallone in post e meno condizionati dal tiro da fuori».

Infine l’ultimo aspetto: «Abbiamo giocato un primo e un terzo quarto di grande energia. Non me la sento di dire niente ai ragazzi. Mi sembra abbastanza palese che quando la squadra doveva esser girata non poteva essere girata (leggasi, non c’erano rotazioni, ndr) . Riuscivamo a produrre sforzi difensivi e offensivi, ma poi alla lunga si calava.

Detto ciò vanno fatti i complimenti a Cividale, che ha impostato la partita. Noi dobbiamo ripartire dagli ultimi 5’, capire che serve un’altra gestione delle gare se vogliamo essere una grande squadra».



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