Gioco
Pistoiese lontana dalla promozione e con un futuro tutto da scrivere
Il bilancio della squadra a un anno dal passaggio alla proprietà Lehmann
PISTOIA. Finisce il 2022 della Pistoiese. Un anno caratterizzato dall’avvento del nuovo azionista di maggioranza, il tedesco Stefan Lehmann. Una svolta che era stata salutata con soddisfazione da quella parte della tifoseria apertamente ostile alla proprietà Ferrari. Nella lunga presidenza, durata undici anni, record assoluto di longevità, l’Olandesina era passata dall’Eccellenza Toscana, in cui era piombata dopo una radiazione del 2009, alla Serie C, conquistata nel 2014. Nei professionisti la società guidata da Ferrari aveva militato per sei stagioni, dal 2014/15 al 2019/20 senza mai passare dai playout. Tuttavia i risultati della gestione Ferrari erano considerati da buona parte dei tifosi arancioni inferiori al blasone e ai meriti della città. Alla già consolidata convinzione si aggiunse la depressione post pandemia e la retrocessione della squadra giunta al termine della stagione 2020/21. A peggiorare ancor più la percezione negativa fu la considerazione che il “dramma sportivo” avvenisse proprio nell’anno del Centenario.
Le attese più o meno razionali vennero clamorosamente meno. A poco valsero gli sforzi coronati da successo per ottenere un ripescaggio che cancellava la perdita della categoria, ma non quanto accaduto sul campo, che era valutato come un’onta. La frattura tra il club e una parte consistente di tifosi era diventata insanabile. Si arriva così alla stagione 2021/22, che la Pistoiese affronta come sessantesima squadra, ultima delle ripescate a pochi giorni dalla chiusura del calciomercato estivo. Il campionato si fa presto in salita, i risultati stentano e il sostegno alla squadra è affidato a pochi encomiabili tifosi storici. In un clima del genere Ferrari, che già da tempo stava cercando di fare un passo indietro, rifiutò le proposte pur serie e di importanti di investitori che avrebbero determinato la sua permanenza come azionista di maggioranza. Ferrari voleva andarsene e decise di accettare la proposta che gli arrivò dall’intermediario Leonardo Limatola che gli presentò Stefan Lehmann. L’advisor in una intervista a “Il Tirreno”, spiegò che l’imprenditore aveva aziende in Ucraina, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, ovviamente Germania e Italia. Le due società con cui si è proposto sono quelle interamente controllate e amministrate da lui: una si occupa di tecnologia e l’altra di pellet.
« Nella Pistoiese - affermava ancora Limatola - entreranno anche le altre aziende italiane del gruppo di Lehmann, compresa una di consulenza e pubblicità che fattura quaranta milioni». Limatola disse anche: «Già questa estate Lehmann aveva provato ad acquisire il Livorno. La Toscana gli piace, voleva una società ben gestita e la Pistoiese, con la gestione dei Ferrari e della Holding, è risultata estremamente trasparente e chiara, così è stato facile spiegarla all’acquirente». Seguirono tutti gli adempimenti del caso e il 21 gennaio 2022 ci fu la chiusura dell’affare. L’anno che muore oggi è stato dunque quello della Pistoiese targata Lehmann. Il bilancio della gestione campano-teutonica risulta essere questo: una nuova retrocessione dalla Serie C, un campionato di D che vede la squadra distante 11 punti dalla promozione e un futuro da scrivere. Sullo sfondo le note vicende extracalcio. Tuttavia la nuova dirigenza trova il modo di sorridere: «Qui c’erano macerie e un ambiente depresso. Abbiamo riportato entusiasmo e migliorato l’immagine!».
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