Italia
A Rimini non basta il Jazz e Pistoia festeggia il primato
L’ex Johnson tiene a galla gli ospiti ma soltanto fino all’intervallo. Biancorossi al primo posto in condominio con Forlì e Cento
PISTOIA. Casa dolce casa. Pistoia batte Rimini al PalaCarrara, chiudendo imbattuta tra le mura amiche il girone d’andata e girando capolista di fatto anche se non di nome, visto il condominio con Forlì e Cento in testa al girone Rosso. Un triumvirato che relega la Tesi Group al terzo posto per la classifica avulsa, costringendo Della Rosa e compagni a giocarsi il pass per le Final Four di Coppa Italia purtroppo lontano dalla torcida di via Fermi, pescando con gli accoppiamenti del girone Verde la gita tra Natale e Capodanno al PalaRadi di Cremona. In un revival tra nobili decadute su uno dei campi tabù per i colori biancorossi.
Il tuffo sentimentale e nostalgico nei ricordi belli poteva giocare un brutto scherzo anche nella sfida con la Riviera Banca Rimini, con il suo blasone di matricola terribile che fa ballare gli avversari a ritmo di Jazz. Johnson naturalmente, l’ex adorato figliol prodigo del Pistoia Basket. Un Amarcord, che aleggia sempre nelle sfumature delle storie della Rimini di Fellini, ma che diventa dolcissimo per i biancorossi.
Il successo straripante sui romagnoli orfani di Ogbeide (infortunato) e con un Jazz stranamente sincopato, vale il primato mascherato e soprattutto è un degno sequel del sontuoso primo atto di un anno fa. Quello con la coinvolgente colonna sonora Jazz, l’antefatto del sogno di una stagione troppo bella per non sentirne l’eredità pesante. Un girone d'andata da 20 punti, come quelli del film che Brienza e i suoi stanno girando quest'anno.
Fin dalla palla a due si capisce che Pistoia vuole scacciare i fantasmi del passato, remoto e prossimo, leggasi la “gara mediocre” (Brienza docet) del PalaDozza. Approccio deciso, avversaria rimaneggiata e nel primo quarto sembra davvero tutto facile per Pistoia che lascia Rimini con un canestro nei primi 7’ e schizza avanti 12- 3, poi 20- 9 della prima sirena. Pistoia vola a +17 col siluro di capitan Della Rosa (29- 12) e in molti tra i gradoni del PalaCarrara, hanno più gli occhi sulle dirette dal Qatar che su quella che pare una sontuosa ma scontata passerella biancorossa.
È più o meno quando Messi sembra scacciare lo psicodramma del suo popolo con il goal del provvisorio 3-2 sulla rediviva Francia, che Johnson dopo 15’ lunghissimi minuti a litigare col ferro e la difesa dei suoi ex compagni di scorribande, punta il canestro e lo bacia appassionatamente con una tripla solo rete. In un amen, il bad boy di Portland dal ventello facile che il PalaCarrara osannava con il «mammà mi batte il corazon» coniato per Maradona, ne mette 7 nell’1- 9 che rimette in carreggiata gli ospiti (30- 21). Con la tripla pre intervallo saranno 10 in 10’, con Jazz che segna e fa segnare Milluzzi illudendo ad una ripresa tutta da vivere (39- 27).
Giusto il tempo per guardarsi i rigori a cui Mbappè condanna l’Argentina, che deve soffrire ancora prima di festeggiare. Pistoia invece non ha mai paura di Rimini che trova subito il -10 con Masciadri e poi sparisce nel cocktail di triple in cui Della Rosa e soci shakerano la Riviera Banca. Ferrari tiene in panchina Johnson per quasi tutto il terzo quarto. Il suo concerto finirà fuori tempo nel lungo garbage time finale dopo un terzo parziale che per Rimini pare non finire mai. Pistoia segna 26 punti, tra le affondate di Del Chiaro, i siluri del capitano e di Varnado che alla terza sirena (68- 42) mettono già in cassaforte la vittoria.
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