Sicurezza
Tesi Group: fermare Rimini e la sua danza a ritmo di “Jazz”
Coach Brienza: «Dovremo superarci per fare una partita importante»
PISTOIA. Rimini sarà tutta una questione di ritmo. Quello che la Tesi Group deve ritrovare dopo settimane con pochi allenamenti e molti acciacchi, ma anche quello da non far prendere alla matricola terribile RivieraBanca, che si esalta quando parte il Jazz , che l’anno scorso ha fatto ballare il PalaCarrara e ha trascinato la “squadra di ragazzi” di prof Brienza al sogno sfiorato della finale promozione.
«Se Jazz fa 40 punti e noi vinciamo, firmo subito» scherza, ma non troppo, il coach biancorosso su uno dei grandi temi dell’ultima di andata, il ritorno in via Fermi del suo ex pupillo, l’adorato figliol prodigo, che, nonostante tre mesi di squalifica per doping, ha dimostrando di essere una delle poche rockstar di questo campionato. Naturale che Pistoia, in estate, abbia provato a corteggiare l’esterno dal ventello facile, che voleva fortemente l’A1 ma che alla fine si è “accontentato” del contrattone di Rimini. Dove, proprio dall’A1, è appena arrivato Aristide Landi, altro ex gladiatore dell’arena biancorossa e di un altro sogno sfumato (perché interrotto dal Covid): la salvezza nell’ultima A1 pre-auto retrocessione.
«Rimini ha pochissimo della neopromossa – dice il tecnico della Tesi Group – Ha un roster lungo, un budget importante, un allenatore bravo e preparato (Mattia Ferrari, nda). Hanno avuto la sfortuna di un calendario complicato, vengono da quattro vittorie in cinque gare in cui hanno tirato con percentuali da tre irreali. Pensare che siano solo Jazz sarebbe un autogol clamoroso per noi. Dovremo superarci per fare una partita importante».
L’amarcord dorato emoziona e sfida non solo per l’effetto Johnson, che torna da capocannoniere in carica (con 19,3 punti a gara) mentre il rendimento di Copeland e, soprattutto, di Varnado ultimamente è un po’ sulle montagne russe. Con una vittoria (insieme ad una sconfitta di Cento o Forlì) Pistoia può ancora sperare di giocarsi lo spareggio di Coppa pre-Capodanno in casa. Ma con due punti, Saccaggi e soci eguaglierebbero i 20 al giro di boa di un anno fa, quando il Jazz faceva parte del repertorio travolgente dell’orchestra diretta da Brienza.
«Jazz conosce tutti – continua il tecnico biancorosso – conosce il nostro sistema di attacco, di difesa, sa cosa l’aspetta, chi forse lo marcherà, ma anche noi lo conosciamo. È un giocatore di grande talento, è più esperto, dopo due stagioni in Italia, dei nostri ragazzi. Ha già passato quello che Varnado e Copeland stanno passando ora. Hanno grande qualità ma gli altri ti studiano e provano a farti fare quello che non sai. I nostri sono carichi, tutti sanno cosa ha fatto qui Johnson e sono sicuro che per loro sarà una motivazione in più».
Varnado tra l’altro è stato tra i più colpiti dai problemi fisici, come Saccaggi «dopo che – sottolinea Brienza – aveva fatto una gara clamorosa con Udine e Chiusi. È una questione di ritmo da ritrovare. Ci siamo allenati bene e speriamo di sfruttare queste due gare in casa».
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