Gioco
Il fascino di una sfida senza tempo E Brienza ritrova il suo “maestro”
Tesi Group già sicura dell’accesso ai quarti di Coppa Italia, oggi di scena a Bologna. Il coach: serve una partita di maggior qualità ed energia rispetto a quella con Chieti
PISTOIA. Ci sono delle gare in cui le motivazioni le devi cercare, altre in cui ti vengono a cercare. A cui accostarsi “eccitati” e vogliosi dal dare il meglio di sé, per dirla alla Nicola Brienza. Il coach della Tesi Group prima della classe lo sa che giocare contro la Fortitudo Bologna al “Madison” di piazza Azzarita, lo storico palazzetto a tre passi dai portici che vanno a piazza Maggiore, intitolato a Giuseppe Dozza, sindaco della Liberazione della futura Basket City, non è mai una gara come le altre.
Non lo è in A1, dove sia lui che Pistoia hanno incrociato la Fortitudo per l’ultima volta, uscendone sconfitti e nel caso di Brienza esonerati da Trento il giorno dopo la sfida al mentore Dalmonte. Ma non lo è nemmeno in A2, in cui nonostante l’amarissima retrocessione e l’ennesima estate turbolenta, la Fortitudo ha staccato 3.500 abbonamenti. Numero che oggi sarà ampiamente superato in termini di presenze, perché la Effe sponsorizzata Kigili deve recuperare 4 punti alla vicina di casa toscana, che risalirà l’Appennino seguita da un buon numero di tifosi. «Giocare contro la Fortitudo al PalaDozza, davanti alla Fossa dei Leoni, in quel tipo di clima, è estremamente stimolante al di là di ogni ranking – dice Brienza – è una sfida che dà tanta energia extra, siamo eccitati di giocarla e vogliamo presentarci al meglio».
Oltre al fattore emozionale, conterà anche il fattore fisico visto che la penultima d’andata dell’A2 rossa, sarà per tutti la terza gara in una settimana. Se nell’infrasettimanale Pistoia ha vinto pur stentando contro Chieti, la Fortitudo ha perso a Ferrara gara e capitano ma la possibile squalifica di Fantinelli dopo l'espulsione, è stata commutata in multa. Ultimo di una serie di episodi che hanno fatto schizzare i toni della polemica tra la Effe e gli arbitri e che potrebbe portare all’eccesso oggi il già rilevante fattore ambientale. «Noi ci stiamo riabituando ora a giocare davanti a duemila persone e già si sente la differenza. Bologna non ha mai perso in casa dove prende linfa dal calore del tifo. Non dico che c’è condizionamento perché non c’è ma che il PalaDozza sia un ambiente che fa la differenza sì, come quando la Stella Rossa o il Partizan giocano a Belgrado». Paragone quanto mai calzante ed evocativo ma Brienza rilancia. «Anche noi dovremo prendere tutta l’adrenalina possibile di giocare davanti a questo tipo di ambiente, perché la Fortitudo per qualità e lunghezza del roster vale le migliori».
Dal punto di vista tecnico, la sfida è altrettanto interessante tra la muraglia biancorossa (miglior difesa dell'A2 con 61,1 punti subiti) e il luna park di canestri bolognese che con quasi 80 punti a gara, vale alla Kigili il miglior attacco del torneo. «L'approccio distratto che abbiamo avuto contro Chieti penso sia dovuto alle due settimane disgraziate che abbiamo passato – continua Brienza – ora stiamo meglio. Dobbiamo fare una partita di maggior e qualità, la Fortitudo ha interpreti che possono cambiare da soli la partita». Tra questi il suo amico Pietro Aradori esploso a Cantù mentre Nik Brienza accantonava Ingegneria per i corsi serali da coach tenuti tra gli altri da Luca Dalmonte, che oggi affronterà con l’emozione dell’allievo che vuole superare il maestro. «Luca Dalmonte è una delle persone che stimo di più a livello umano e professionale – chiude Brienza – con Pino Sacripanti ero davvero un ragazzino, mentre con Dalmonte ho avuto un ruolo nello staff tecnico più importante e ho iniziato a pensare che questo potesse essere il mio lavoro. Aradori? Come si ferma? Solo se è in giornata no, è un super giocatore. Pensiamo piuttosto a giocare una gara meno superficiale e con più qualità dell’ultima».
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