Italia
Magro sull’ex compagno Severini «Si è meritato la fiducia del Poz»
Dopo la qualificazione ai mondiali della nazionale azzurra di basket
PISTOIA. Ha giocato in nazionale, dal 2012 al 2014, disputando anche un Europeo (nel 2013, con Pianigiani in panchina) . Ai tempi di Sassari in serie A, tra il 2018 e il 2020, è stato allenato dall’attuale ct Gianmarco Pozzecco. E come se non bastasse, quel Luca Severini tra i protagonisti di questa doppietta di successi azzurri valsi la qualificazione al mondiale del 2023, lui lo ha visto muovere i primi passi, nella stagione 2014/15, tra settore giovanile e prima squadra del Pistoia Basket.
Ma Daniele Magro è tutto fuorché stupito, per i risultati di questa Italbasket del “Poz”. «Con lui come allenatore l’entusiasmo sale alle stelle – dice il centro alla quinta stagione (in tre riprese) alla Tesi Group – . Come lo vedi da fuori è così pari pari, non mi sorprende che abbia creato quest’ambiente, è un allenatore che fa in modo che chi è in campo non abbia mai paura. E quando le cose riescono i risultati arrivano».
«Sono contento anche per Luca Severini che negli ultimi anni ha avuto una crescita importante – elogia il suo pariruolo del’ 96, a Pistoia tra il 2014 e il 2016 (fianco a fianco con capitan Della Rosa) e poi nella prima parte della stagione 2018/19 – con Ramondino a Tortona sta facendo benissimo e nelle ultime settimane si è meritato la fiducia di coach Pozzecco. Ha svolto bene il suo lavoro facendo pochissimi errori (8 punti e tanti minuti contro la Spagna, 5 punti e prestazione solida con la Georgia, ndr) infatti il Poz lo ha visto fiducia e lo ha lasciato tanto in campo».
«Si vedeva già da ragazzo delle giovanili che aveva ottimi mezzi – continua Magro su Severini – ma tanto dipende però anche dalla gavetta e l’attitudine al lavoro. Lui ha un carattere proteso a fare sempre qualcosa di più, è un lavoratore. Con le persone giuste attorno può fare come ha fatto grandi miglioramenti. L’anno scorso da pochi minuti in serie A è si è guadagnato la pagnotta lavorando sempre duro. Ma di testa si vedeva che poteva crescere. La nazionale poi è un altro step, ma anche lì ha dimostrato di essere un giocatore».
Per il 35enne padovano la maglia azzurra fu un’esperienza unica, vissuta assieme alla generazione Nba Gallinari, Belinelli, Bargnani, e c’erano già Datome e Melli. «Quando c’ero io in nazionale era diverso, non c’erano finestre e si lavorava solo d’estate. Di quell’epoca non è rimasto quasi nessuno. Era una nazionale che non ha avuto i risultati che si meritava, anche all’Europeo dove fui convocato all’ultimo per l’infortunio di Bargnani le vincemmo tutte nei gironi poi dopo la sconfitta ai quarti con la Lituania finimmo ottavi».
Volgendo lo sguardo al presente pistoiese, davanti a Magro e compagni c’è la sfida contro Udine, anche lei a quota 12 punti. Una sfida di cartello a cui i biancorossi arrivano carichi per il roboante avvio quanto consapevoli della caratura dell’avversario. «Sarà molto difficile per il livello del loro roster, del loro staff e delle loro ambizioni, oltretutto nel loro palazzetto. Con Udine è una partita più difficile di altre, ma noi siamo pronti a giocarcela fin dalla palla a due. Non andremo là in gita, anche perché siamo un bel gruppo di giocatori, con qualità in campo ma che ci troviamo bene anche fuori. Siamo felici di essere parte di una realtà che rappresenta la città di Pistoia, sapendo di avere un grande supporto da parte dei nostri tifosi».
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