Gioco
Gtg col vento in poppa grazie all’evoluzione dello zoccolo duro
Il bilancio in vista della partita contro Mantova
PISTOIA. Prendete un pizzico di sfrontatezza, un atletismo da fare invidia a chiunque, un certo non so che di spavalderia, quella spavalderia sana e grintosa necessaria per compiere certe imprese e, mettendo insieme tutte queste cose, ecco che, all’orizzonte, vedrete profilarsi una nuvola biancorossa. Si, perché al proprio interno il Pistoia Basket attuale ha tutti gli elementi utili per divertire ma, soprattutto, per divertirsi. Non solo la dirigenza della Giorgio Tesi è riuscita a trattenere a Pistoia lo zoccolo duro del gruppo dello scorso anno, ma sono gli stessi giocatori a subire evoluzione che, probabilmente, nemmeno i più positivi ed ottimisti avrebbero ritenuto possibili. Tutta la Pistoia della palla a spicchi vuole bene al proprio capitano, ma alzi la mano chi, due anni fa, credeva che Gianluca Della Rosa potesse sfoderare una prestazione tutta classe come ha fatto contro Nardò, con 20 punti a referto, di cui 18 dalla distanza. Tutti apprezzano oltremodo la simpatia di Carl Weathle, ma nessuno avrebbe mai scommesso un nichelino sul fatto che il ragazzo della Manica sarebbe arrivato ad indossare l’abito buono del protagonista, andando ad oscurare, non una volta soltanto, chi viene dall’America. Ma la carta vincente dei ragazzi di coach Brienza è ancora differente: il punto non è Della Rosa, il punto non è Weathle, il punto non sono nemmeno Magro, Del Chiaro, Allinei, Pollone ed il nuovo arrivato, Zach Copeland. Oppure, a ben pensarci, forse si. Forse sono proprio loro il punto. Nessuno è il punto, perché lo sono tutti. Lo sono i giocatori, lo è coach Nicola Brienza, con la sua schiettezza laboriosa, lo è Marco Sambugaro, con quel silenzio rassicurante che lo contraddistingue, lo è il PalaCarrara, con le sue sciarpe, i suoi cori e il cuore che batte forte sotto la maglietta ovviamente bianco-rossa. Il punto, alla fine della fiera, è che, per come stanno andando le cose, la Giorgio Tesi è un’isola felice, un veliero che veleggia con il vento in poppa verso Durango. È chiaro che la stagione è iniziata da poco, che le insidie sono sempre dietro l’angolo, che basta un nulla perché una grande imbarcazione coli a picco. Lasciarsi andare a facili entusiasmi non è il caso. Ma un conto è applaudire tanto per, un conto è avere la consapevolezza di quello che il roster biancorosso, incerottato, in debito di ossigeno, con impegni ravvicinati e trasferte lontanissime, sta facendo. Un po’ come se, in fondo in fondo, non ci fosse totalmente consapevolezza del potenziale che può essere espresso. Una consapevolezza che, se questi sono i risultati, può anche non arrivare mai. E così, per incoraggiare quest’ottica, è bene non correre troppo con la fantasia e rimanere a quelli che sono gli impegni certi: la prossima domenica a Pistoia arriva Mantova e vincere vorrebbe dire andare alla pausa da primi della classe. Un altro grande piccolo passo.
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