Gioco
«Cartellino sbagliato dell’arbitro, Pistoiese-Forlì da non omologare»
La società presenta ricorso: il primo giallo era da attribuire ad Arcuri
PISTOIA. Per tutta la settimana la Pistoiese si allena solo al mattino sul sintetico di Montemurlo, una decisione della società presa due settimane fa quando c’era ancora mister Cascione. Stamani sarà a porte aperte dalle 10,30.
Il nuovo mister - come da noi anticipato ieri - sarà coadiuvato dall’allenatore in seconda Uefa B, Luigi Pittaniello e dal preparatore atletico Marco Falasca, che già collaborava con Consonni e torna in prima squadra dopo tanti anni. Come sempre da noi annunciato la Juniores va a Marco Benesperi, tecnico aglianese. Lunedì il neo allenatore della prima squadra aveva salutato al Turchi i suoi giovani raccogliendo fragorosi applausi. Inizia così l’era Consonni, dopo la travagliata esperienza di Emmanuel Cascione. La decisione di cacciare Cascione secondo la società è maturata dopo la sconfitta contro il Forlì, in realtà dopo il pari contro la Bagnolese sono in molti a giurare che già fosse praticamente cosa fatta. Quel dietrofront peraltro smentito dal direttore sportivo ha varcato i confini locali e da più parti la vicenda è apparsa grottesca. Eppure solo quattro giorni prima di Pistoiese - Forlì in tv l’ad arancione Gammieri aveva giurato fiducia incondizionata al mister. Tra vari paradossi c’è anche che la Pistoiese non ritenga valido il risultato scaturito domenica dal campo. La società ha infatti chiesto di non omologarlo. Sul banco degli imputati è l’arbitro Niccolò Rodigari di Bergamo, che su queste pagine in sede di presentazione definimmo “dal cartellino facile”. Ed è il suo 292° cartellino comminato nella sua 59ª gara, a essere incriminato: il primo giallo comminato ad Arcuri era da assegnare a Biagioni. Va visto se Rodigari ammetterà l’errore tecnico. Raramente ciò accade.
La Pistoiese ha segnato finora 0,5 goal a partita con un attacco rivisto e corretto. Abbiamo chiesto a Sauro Magni, pistoiese doc, ex centravanti di buona levatura in serie C e e D e anche dirigente della Pistoiese di spiegare la ragione di tanta sterilità. «Non ce n’è solo una – risponde – In primo luogo lo stato di forma e la tempistica, ovvero lo stravolgimento dell’attacco all’ultimo momento. La Pistoiese ha inseguito il sogno della riammissione invece di concentrarsi sulla D. L’attaccante doveva essere il primo obbiettivo, serviva un giocatore con un gran curriculum in categoria. Faccio un nome su tutti: Niccolò Gucci, che sarebbe tornato volentieri. Per prendere un giocatore di questo tipo avrei fatto follie!».
Magni ha parole di elogio per Cascione: «È un bravo professionista e un buon allenatore e doveva essere maggiormente sostenuto dalla società a mio avviso». Per migliorare le condizioni fisiche degli attaccanti, che cosa si può fare? «Andavano inseriti gradualmente. Rammento un caso simile a Citro: Simone Motta. Servì tutto il girone di andata e la bravura del dottor Michele Galli e dei fisioterapisti: Patrizio Meoni e Alberto Benesperi, professionisti di prim’ordine, a rimetterlo in piedi».
Secondo Magni la Pistoiese soffre anche il “Melani”, «uno stadio da troppo tempo senza la Curva Nord». Ironia della sorte dopo la trasferta a Salsomaggiore la Pistoiese giocherà tre gare in casa di fila: il 2, 6, e 13 novembre, con Seravezza (Coppa), Aglianese e Fanfulla (campionato). La gara contro il Seravezza sarà disputata in casa della Pistoiese e quindi invertita su richiesta degli ospiti a causa della indisponibilità del loro terreno di gioco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
