Il Tirreno

Pistoia

Serie D

«In D ogni partita è una guerra ma la Pistoiese saprà fare bene»

di Stefano Baccelli
«In D ogni partita è una guerra ma la Pistoiese saprà fare bene»

Giancarlo Riolfo ha guidato il Carpi nel 2019/20 e gli arancioni l’anno successivo: «Un consiglio per il campionato? Affrontare ogni partita come contro il Prato»

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PISTOIA. Si avvicina l’impegno di campionato per la Pistoiese dopo una settimana difficile. Caponi e compagni andranno a far visita al Carpi in uno scontro dal sapore antico perché le due squadre sono divise da una rivalità che affonda nella notte dei tempi.

Sono 22 i precedenti, con una tradizione favorevole per la Pistoiese che la metà delle volte è uscita vincitrice dal confronto. Carpi-Pistoiese torna però domenica dopo diversi anni di assenza, anche se in questo periodo tra le due squadre ci sono stati incroci determinati da passaggi di ex, l’ultimo è stato mister Giancarlo Riolfo che guidò il Carpi nel 2019/20 e la Pistoiese nel 2020/21.

Da doppio ex fa per noi le carte alla partita: «Saranno di fronte due squadre blasonate – afferma – che hanno conosciuto in tempi diversi la serie A (1980/81 la Pistoiese, 2015/16 il Carpi), e si ritrovano in quarta serie. Due piazze che mi sono rimaste nel cuore anche se le annate hanno avuto esiti diversi. Credo che sarà una sfida in cui il tasso tecnico superiore alla media della serie D. I modenesi hanno avuto un anno in più per calarsi nella categoria e organizzarsi, per gli arancioni è il primo campionato ed è durissimo cimentarsi dove più che il fioretto serve la spada. Capisco i motivi che determinano le difficoltà in casa arancione.

Pur potendo contare su un organico di prim’ordine la Pistoiese non è sopportata dai risultati. Non bastano buoni giocatori, un bravo allenatore o una società alle spalle. Ho fatto la D a Sanremo e in quell’occasione ho capito quanto sia difficile avere la mentalità giusta per affrontare questo campionato. Aggiungo che sono rimasto sorpreso e dispiaciuto della retrocessione dalla serie C l’anno scorso perché la squadra era molto forte e ha subito una sconfitta incredibile nei playout contro l’Imolese».

Riolfo sorride quando gli ricordiamo che Barbuti che lui avrebbe voluto alla Pistoiese nel 2020 è finalmente arrivato in arancione: «Ci ha messo due anni – scherza – chissà dove si era perso!». Poi dà un consiglio agli arancioni: «Non devono pensare che l’essere più forti sulla carta degli avversari porti automaticamente a vincere le partite. Bisogna lottare e sacrificarsi. Come hanno fatto contro il Prato, dove la squadra ha vinto perché ha combattuto. In D devi sputare sangue».

La Pistoiese manca dal “Cabassi” dall’ottobre del 1998. E qui troviamo un altro personaggio che torna da ex: Gianni Rosati. Fu direttore sportivo del Carpi di inizi anni ‘90 ai tempi della C1. Rosati è ancora molto legato alla città in provincia di Modena in cui ha anche abitato. Era arrivato lì nel 1991, durante la presidenza di Bruno Ronchi, ottenendo buoni risultati.

Nelle ultime sfide risalenti agli anni novanta la Pistoiese ha conquistato due successi nel ‘98-99 e ‘97-98 e due pareggi. L’ultimo successo del Carpi negli scontri con gli arancioni risale addirittura al 1993 proprio con Rosati diesse dei modenesi.


 

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