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Gestaccio di Huggins contro i tifosi: brutto epilogo per l’americano

di Lorenzo Vannucci
Braxton
Huggins
in azione
(foto Nucci)
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Braxton Huggins in azione (foto Nucci)

“Scontro” a distanza con la curva dopo la vittoria di domenica al PalaCarrara

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PISTOIA. Sono le 20. 15 di una domenica di ottobre – quella di ieri – particolarmente calda al PalaCarrara di Pistoia. Non solo per la temperatura al di sopra della media stagionale, ma soprattutto perché Della Rosa e compagni hanno appena ottenuto lo scalpo di Ferrara, mai veramente entrata in partita.

Giocatori, allenatore e dirigenti stanno gustando, come gli dei greci con l’Ambrosia, il gusto del secondo trionfo consecutivo in campionato, il primo davanti ai propri tifosi.

C’è solo una persona a cui non sembra interessi niente di tutto quello che accade intorno a lui: è Braxton Huggins. Nelle scorse settimane, l’americano classe ’96 è stato messo in tempo di record ai margini dalla società biancorossa per comportamenti sgradevoli.

La cosa pesa all’ambiente che, in sostanza, imputa al ragazzo uno stallo nel mercato, visto che l’arrivo di un secondo americano è legato ad una partenza da Pistoia dello stesso Huggins. Fino alla scorsa domenica, però, aperti scontri con la tifoseria non si erano registrati. Ma, quando Pistoia supera Ferrara con una nuova prestazione convincente, quando i tifosi intonano, felici, “Salutate la capolista”, Huggins forse si rende conto del treno perso e perde la testa: guadagna il centro del parquet, cammina verso la curva che, in un primo momento, lo ignora. Poi, d’improvviso, il finimondo: l’americano, rispondendo forse a qualche provocazione dagli spalti, fa un gestaccio verso quelli che, in teoria, sarebbero dovuti essere i suoi tifosi.

Dalle gradinate manifestano il proprio disappunto, un disappunto sincero, poiché il gesto, totalmente senza senso, è nato così, per caso. Alcuni dirigenti sono costretti ad intervenire portando via il giocatore, i tifosi sono furibondi. L’unico che, indolente, se ne va in tutta tranquillità è lo stesso Huggins, come se non fosse la sua carriera, come se non fosse la sua vita, come se non toccasse a lui. All’indomani, se da parte della società non sono arrivati commenti ufficiali, ai tifosi questo comportamento certamente non è andato giù. «Parlo a titolo personale – sottolinea Francesco Abbri, fedelissimo della Baraonda Biancorossa – ma il gesto lo hanno visto tutti. Un professionista non lo può fare. Non capisco il perché di tutto questo, non capisco perché andare in mezzo al campo, non capisco tutto il resto. A me quel gesto ha fatto arrabbiare, non puoi mandare a quel paese la tifoseria. Proprio per questo mi aspetto che la società sia dura nei suoi confronti perché, soprattutto se fuori rosa, non può mancare di rispetto al pubblico». Ma il futuro, togliendo Huggins dall’equazione, sembra essere incoraggiante: «Se si aggiunge al roster attuale uno straniero di qualità, ci divertiamo» ha concluso Abbri.

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