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Ultraottantenni sul tetto del mondo nella staffetta 4x400. L’emozione: «Stamani è morta mia cognata, ho corso per lei» - Video
Pistoia, polverizzato il precedente record tedesco. In quattro fanno 340 anni
Pistoia E record fu: in un pomeriggio tanto assolato da sembrare di piena estate, alla presenza del pubblico delle grandi occasioni presso il campo scuola di Pistoia, il presidente dell’Atletica Pistoia Remo Marchioni – originario di Gaggio Montano, residente a Porretta Terme ma che ha abitato per oltre trent’anni a Pistoia – il bolognese Giancarlo Vecchi e i novaresi Francesco Paderno e Benito Bertaggia hanno scritto una pagina di storia per lo sport di categoria senior over 85, battendo il record del mondo nella staffetta 4X400. Un risultato dato quasi come scontato nei giorni che prevedevano la gara, ma complicato dal fatto che, due ore prima, lo stesso quartetto aveva tentato la fortuna anche nella 4x100 metri. Erano le 15. Non passano nemmeno due ore che tutto si ribalta: tocca alla 4x400, c’è da scrivere la storia. In quattro fanno 340 anni.
E così avviene. Un’impresa di cui era già stato scritto, anche in considerazione del fatto che Marchioni, lo scorso 30 settembre, ha spento ottantasette candeline. Classe 1935, Marchioni ha raccontato come la corsa sia la sua medicina, il suo elisir di giovinezza. Passo dopo passo, falcata dopo falcata, i quattro sono riusciti a sfoderare una prestazione super, abbattendo il precedente record di trenta secondi. La gara è stata ricca di sorprese, con i quattro atleti incitati da tutto il pubblico presente. Tutti e quattro i protagonisti di questo prestigioso risultato hanno ricevuto unanime supporto, suscitando simpatia ed emozione nei cuori degli spettatori. Tutti hanno dato il massimo, ognuno nella propria frazione, ciascuno come singolo, ma, insieme, come meccanismo di un ingranaggio più grande. Perché la staffetta nell’atletica leggera è questo: correre per la squadra, per battere il record del mondo, per fare la storia.
Una storia, quella di Remo, che comincia quando lui aveva quindici anni, dopo aver smesso di studiare ed essersi avviato ad un percorso lavorativo che lo avrebbe portato a realizzare un piccolo impero nel mondo dell’elettronica. Sintomo, anche questo, di quanto sia la volontà ad essere importante per la realizzazione dei propri sogni. E così, sul rettilineo finale, mentre un raggio di sole illumina la pista della struttura di Via delle Olimpiadi, tutti si stringono attorno ai quattro atleti che, ancora una volta, hanno scelto di superare loro stessi. Un po’ come i moschettieri: tutti per uno ed uno per tutti.
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