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Tesi Group, derby di Supercoppa. Il vice coach Angella avverte: «Attenti, Chiusi pressa forte»

di Tiziana Gori
Jordon Varnado in azione contro Rieti (foto Nucci)
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Jordon Varnado in azione contro Rieti (foto Nucci)

Il vice coach della Tesi, Angella: mi aspetto miglioramenti in difesa rispetto a Rieti. Abbiamo bisogno di altre due settimane per creare il gruppo, ma c’è fiducia

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PISTOIA. «Vorrei chiudere dicendo una cosa – sorride Luca Angella, vice coach della Tesi Group – Nonostante i risultati facciano trasparire diversamente, c’è fiducia».

Le facce «sono quelle giuste». Compreso l’ultimo arrivato Jordon Varnado, che in allenamento scherza coi compagni e fa gruppo, o Matteo Pollone, che «non sembra aver avuto difficoltà a inserirsi. Ora – chiosa Angella – dobbiamo mettere insieme tecnicamente questo nuovo gruppo».

Mercoledì 14 settembre alle 20, all’Estra Forum di Chiusi, c’è una partita fondamentale del girone bianco di Supercoppa, il derby toscano con il San Giobbe Chiusi del pistoiesissimo coach Giovanni Bassi. Entrambe le squadre sono reduci da una sconfitta nella prima partita: Pistoia in casa a opera di Rieti, Chiusi in trasferta per mano della Fortitudo Bologna. «Chiusi – evidenzia Angella – è stata anche sopra di 20 punti nella prima parte. È una squadra tosta, aggressiva, che pressa a tutto campo. Dovremo fare molto bene la fase difensiva, che è stato uno dei punti di forza della passata stagione».

Perdere vorrebbe dire salutare la Supercoppa, trofeo vinto lo scorso ottobre proprio da Pistoia, in finale contro Treviglio: La forza di quella Tesi era il gruppo. Promette di essere così anche quest’anno, ma ci sarà bisogno di un altro paio di settimane per crearla, la squadra. Wheatle ha svolto il primo allenamento coi compagni nel pomeriggio di lunedì 12 settembre, dopo il rientro dall’avventura europea con la Nazionale inglese. Lorenzo Saccaggi ha provato («senza forzare», precisa Angella) in allenamento. Forse potrebbe essere della partita per sabato 17 settembre, al PalaCarrara, contro Bologna. «Dalla gara con Chiusi – dice Angella – ci aspettiamo dei miglioramenti dal punto di vista della difesa e del gioco di squadra. Inserire in un sistema tre giocatori nuovi non è semplice. Gli americani hanno una metodologia tattica diversa, per loro è una novità e c’è bisogno di fargli capire certi meccanismi. Sistemati questi aspetti cambierà anche il modo con cui andremo in attacco».

Il San Giobbe ha cambiato alcuni volti, mantenendo però coach Bassi e i due play come punti fermi: «Soprattutto Medford è capace di far girare la squadra con schemi collaudati. La forza di Chiusi è il gioco senza palla, e si stanno allenando tutti insieme da tre settimane. Sono più avanti a noi. Detto questo, anche Della Rosa e Saccaggi sono molto bravi a creare il gruppo e portarlo avanti». Per il campionato c’è fiducia, per questa partita c’è bisogno di un guizzo di carattere e talento che consenta di non dire subito addio al sogno Supercoppa.


 

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