La manifestazione
Montecatini, basket: è derby anche per il giovanile
La società “junior” di basket rossoblù sta “flirtando” con gli Herons. Nel frattempo Gema vuole fondarne un’altra, ragazzi e famiglie tra due fuochi
MONTECATINI. Il campionato di C Gold 21/22 è finito da più di due settimane. Il derby no, quello sembra rispettare i pronostici e pertanto proseguire inesorabilmente. Gema, che dalla finale playoff è uscita sconfitta, si sta attivando alla ricerca di una possibilità per disputare la serie B, categoria in cui sicuramente militeranno gli Herons che la finale l’hanno vinta.
Il tema più caldo riguarda però il settore giovanile, che fino a prova contraria si chiama “Montecatiniterme Basketball Junior”, nome a suo tempo pensato su misura alla ragione sociale dell’attuale Gema ossia Montecatiniterme Basketball. Adesso però all’orizzonte sembra proprio arrivare una rivoluzione, che aumenta ancor di più la tensione tra le due realtà cestistiche della città. Da quando i consiglieri Paolo Albelli e Gabriele Savioli, qualche mese fa, sono stati sfiduciati ed estromessi dal consiglio direttivo, la società giovanile rossoblù parrebbe essersi avvicinata agli Herons, a propria volta alla ricerca di un progetto junior strutturato sul territorio (il legame con il Progetto Pallacanestro Prato è tuttora in essere), che oltre alle 3 squadre necessarie per essere in regola per la serie B offra anche un piano sostenibile per il futuro.
Al tempo stesso, se questo sodalizio si formasse, la società presieduta da Giampiero Cardelli soffrirebbe una grave perdita e si troverebbe costretta a dar vita ad un altro progetto giovanile. Ci stanno già pensando gli stessi Albelli e Savioli, col sostegno dell’azienda Gema e di alcuni volti della società senior.
La questione è che vorrebbero farlo attingendo al solito bacino di squadre e ragazzi, a cui sono stati collegati fino a questa primavera. Il vincolo di tesseramento a favore della società giovanile Mbj, presieduta dall’avvocato Daniele Ciappei, suggerirebbe che sia quest’ultima ad avere il coltello dalla parte del manico. Di fatto però famiglie e adolescenti si trovano tra due fuochi. C’è chi preferirebbe rimanere legato a Gema, come magari i ragazzi più grandi alcuni dei quali quest’anno sono stati anche convocati in panchina con la prima squadra allenata da Marco Del Re. Come di contro c’è chi preferisce la sponda Herons. La contrapposizione d’interessi è netta, le dinamiche complesse, l’atmosfera abbastanza surriscaldata. Ci sarà da capire come si evolverà la vicenda, compreso il destino della società che svolge attività di mini basket.
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