Sicurezza
Jean Simukeka corre da solo
La Pistoia-Abetone incorona Federica Moroni prima fra le donne alle Piramidi. Alla pistoiese Valentina Dami della Silvano Fedi l’oro sulla distanza dei 30 chilometri
PISTOIA. Con una cavalcata di poco più di tre ore e mezzo si è preso la Pistoia-Abetone Ultramarathon 50km, facendo il vuoto tra sé e gli avversari fin dalla partenza e correndo per cinquanta chilometri in perfetta solitudine: Jean Baptiste Simukeka, ruandese già primo alle piramidi nel 2017 e secondo nel 2018, ha trionfato ieri nella quarantacinquesima edizione della corsa in salita più temuta del panorama podistico nazionale, tornata a far valere il proprio fascino dopo due anni di stop forzato per la pandemia di covid-19. L’africano del GS Orecchiella era il favorito assoluto e lo ha dimostrato volando alto per i tornanti della montagna pistoiese e lasciando agli altri solo le briciole (3:32:18 il suo tempo finale). Pronostico rispettato anche in campo femminile, con il dominio assoluto di Federica Moroni (Gs Gabbi): la romagnola arrivava alla Pistoia-Abetone con un curriculum di vittorie impressionante e il ricordo di uno splendido secondo posto nell’edizione 2019, quando era stata costretta a cedere il passo a una mostruosa Nikolina Sustic. Anche lei ha portato in fondo l’impresa senza mai accusare passaggi a vuoto, chiudendo con l’ottimo tempo di 4:11:43. Sul podio con Simukeka sono saliti il bresciano Simone Pessina (Gs Rocchino), già campione italiano 50 km a Seregno nel 2016 e secondo alla 50 km di Romagna nel 2019. Terzo l’emiliano Filippo Bovanini (Avis Castel San Pietro), primo alla 6 Ore dei Conti 2021 e alla BI-Ultra 6 Ore dello stesso anno. Seconda tra le donne Ilaria Bergaglio (Atletica Novese), al debutto a Pistoia ma con un ruolino di tutto rispetto; dietro di lei la tosco-piemontese Claudia Marietta, tesserata per il Gs Lammari. Il tre volte vincitore Matteo Lucchese si è invece preso la soddisfazione di primeggiare anche nella Pistoia-San Marcello, chiusa in 2:01:01. Alla pistoiesissima Valentina Dami della Silvano Fedi è invece andato l’oro tra le donne sulla distanza dei 30 km con il tempo di 2:28:24.
Tutto era cominciato all’alba in piazza del Duomo, suggestiva cornice che dal 1976 ospita le fasi preliminari della corsa. Una tradizione ormai collaudata per le centinaia di podisti che nella Pistoia-Abetone vedono qualcosa in più di una semplice gara. Ha ispirato poesie e racconti (c’è chi chiama il traguardo “la montagna del falco”), è oggetto di una raccolta di testimonianze e aforismi in costante aggiornamento. «Ho ricordi stupendi di questa corsa, una della più atipiche e difficili che esistano – dichiarava anni addietro Sergio Pozzi, mito della corsa dei primi anni Ottanta – la prova è di quelle per uomini veri». Dallo start ufficiale di via Cavour, dopo la passerella cittadina e il passaggio dal primo ristoro di Capostrada, il gruppo di podisti aveva iniziato ad arrampicarsi verso il primo traguardo psicologico de Le Piastre, per poi proseguire lungo la vallata del Reno. Qui erano iniziate le prime schermaglie per i concorrenti della 30 km di San Marcello, che a Campotizzoro avevano iniziato a intravedere l’obiettivo. Sfilati in piazza Matteotti, gli iscritti alla “ultra” avevano poi affrontato la parte di percorso più insidiosa e “mentale” di tutte, la discesa verso i 450 metri di altitudine de La Lima. È da qui che ha inizio la durissima salita finale, che in meno di 17 chilometri porta fino ai 1388 metri dell’arrivo. Il traguardo di Abetone, come tutti gli anni, si è quindi trasformato nel teatro di una vera e propria festa: dall’arrivo dei partecipanti al “Free Walking”, partiti da San Marcello e arrivati alla spicciolata dopo venti chilometri di camminata, agli escursionisti del Cai reduci dalla traversata notturna lungo i sentieri montani, per chiudere in bellezza con i ragazzi disabili del Quarto Traguardo, che con i loro sorrisi hanno colorato i tre chilometri da Le Regine percorsi in compagnia dei loro accompagnatori e dei volontari dell’organizzazione.
Un trionfo di sport e di solidarietà, un marchio di fabbrica voluto dall’organizzazione (Ascd Silvano Fedi in testa) e ormai consolidato, per quella che, per dirlo con le parole di Vannino Chiti, «non è una delle tante corse podistiche, ma “la corsa” per eccellenza». l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
