Il Tirreno

Pistoia

Debiti e previsioni negative le giustificazioni per l'autoretrocessione in A2

Elisa Pacini
L'inizio della conferenza stampa con Capecchi, Caso e Peluffo (Foto Gori)
◗
L'inizio della conferenza stampa con Capecchi, Caso e Peluffo (Foto Gori)

I dirigenti del Pistoia Basket  2000 hanno motivato in una conferenza stampa la decisione presa per comunicare alla Federazione di non volersi iscrivere al campionato di A1 e di scegliere il paracadute nel campionato inferiore

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. In A2 per problemi economici, portandosi dietro un buco di bilancio di un milione e mezzo di euro, provando a limarlo in un piano triennale in un campionato con costi dimezzati. Evitando un vero salto nel buio come sarebbe stata l'A1 con un budget dimezzato da quello già povero dell'ultimo anno e per garantire il futuro al club. Così la triade Capecchi- Peluffo- Caso, presidente, vicepresidente e consigliere (storico) del Pistoia Basket hanno spiegato una “decisione impopolare ma coraggiosa” (parola del numero uno del Consorzio).

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.38977241:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2020/06/17/news/e-stato-il-fallimento-del-progetto-di-costruire-una-societa-di-serie-a1-1.38977241]]

Una decisione che “qualsiasi persona al nostro posto avrebbe preso” ha fatto eco Capecchi parlando di “passo indietro per consolidarsi al futuro”. In una delle tante definizioni sentite nella lunga conferenza stampa di mercoledì mattina, che i massimi vertici del Pistoia Basket hanno dato ai giornalisti pur di non usare la parola “autoretrocessione”. Scelta che il club di via Fermi ha ufficializzato lunedì 15 giugno, nell'ultimo giorno utile per assicurarsi almeno il paracadute della A2 dopo la rinuncia a tavolino alla massima serie. A1 salutata per la seconda volta dopo sette anni (periodo stregato) dai canestri pistoiesi e in maniera sui generis, tanto da scaturire oggi come 21 anni fa polemiche che spaccano la città, dalla politica ai tifosi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:sport:1.38977964:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38977964:1652784627/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Nel '99 la famiglia Carrara (allora proprietaria) dopo la retrocessione sul campo in A2, decise di vendere il titolo dell'Olimpia, cancellando il grande basket in città. Oggi il Pistoia Basket, dopo la faticosa risalita lunga 14 anni iniziata dalla C2 proprio sulle ceneri di quel sogno bruciato, decide a tavolino di salutare l'A1 e autoretrocedersi in A2. Anche la scelta di presentarsi davanti ai microfoni dopo due giorni dal comunicato ufficiale non è stata indenne da critiche. Ma nella lunga conferenza stampa rigorosamente “a distanza”, sfruttando gli spazi larghi di quel parquet dove il simbolo della Legabasket compare ancora beffardamente accanto ai dirigenti di quella che da lunedì è una società di A2, sono stati toccati molti temi. Dalla pandemia che ha mandato all'aria un progetto di risanamento iniziato un anno fa, dall'assenza di un primo sponsor (OriOra) che ha deciso anch'esso di fare un passo indietro, all'uscita programmata di altri contribuenti a cui non si è trovato sostituti (“ma il contributo della famiglia Carrara non avrebbe cambiato questa decisione” ha detto Capecchi). Dal silenzio tombale di una società che non ha mai alzato la voce né verso la città né verso le decisioni federali che di certo non l'hanno aiutata (vedi precoce inizio campionato di A1 e assenza dello slittamento della data per autoretrocedersi), ai progetti tecnici di rilancio ancora tutti da definire se non nelle persone del diesse Marco Sambugaro e di coach Michele Carrea. Che, non si fa fatica a credere visti tutti i punti interrogativi che rimangono, avranno una bella responsabilità sulle spalle come di fatto l'hanno avuta quest'anno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Il questore di Prato chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite

di Redazione Prato