Il Tirreno

Pistoia

Perdite per trecentomila euro all'OriOra Pistoia Basket

Elisa Pacini
Massimo Capecchi presidente dell'OriOra Pistoia Basket
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Massimo Capecchi presidente dell'OriOra Pistoia Basket

Il presidente della società, Massimo Capecchi prova a fare un bilancio di questa sosta forzata del campionato con un pizzico di ottimismo però legato alla possibilità che la Lega decida per far continuare la stagione una volta fuori dall'emergenza

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PISTOIA. Andare avanti e provare a chiudere la stagione entro il 30 giugno. Questo l'obiettivo, il desiderio o la speranza (vedete voi come leggerlo) che arriva dall'ultima assemblea di Legabasket per bocca del neo presidente Umberto Gandini. Su come si potrebbe chiudere un campionato che ha ancora 12 giornate da giocare più 2 da recuperare, (una per Pistoia e per le altre tre squadre gettate in campo alla vigilia della “chiusura” dell'Italia), in un'Italia che aspetta di capire se la "serrata" continuerà anche dopo il 3 aprile, rimane un punto interrogativo. Evidenziato già senza troppe sfumature da vari addetti ai lavori sul campo, tra cui Michele Carrea e Marco Sambugaro. Punti interrogativi che, dalla loro parte, i club hanno all'orizzonte e non solo per l'aspetto sportivo.

“La prima cosa rimane gestire l'emergenza sanitaria” ci tiene a dire subito Massimo Capecchi, a cui abbiamo chiesto che impatto ha questa situazione su una società non certo ricca come il Pistoia Basket.

“La Legabasket- dice il presidente OriOra- ha il dovere di trovare una soluzione ma quel che è certo è che le società che sono aziende sportive, hanno bisogno di aiuto”.

Presidente, qual 'è la situazione del Pistoia Basket?

“Una situazione di stallo come per tutti. Rispetto all'emergenza sanitaria, tutto passa in secondo e terzo piano ma credetemi questa è l'intervista più difficile che abbia fatto. Come sapete i nostri stranieri, tranne Brandt che per sua scelta rimane qui, sono tornati nei loro paesi con permessi temporanei. Lo hanno fatto come la stragrande maggioranza dei loro colleghi, tranne forse che quelli di Venezia e Sassari. Voglio sottolineare che il comportamento di tutti i nostri ragazzi è stato ed è esemplare: sono stati sempre a disposizione, si sono resi disponibili a giocare a Trieste e quando sono partiti, tutti hanno paventato l'idea di tornare se ci saranno le condizioni di ricominciare a giocare. Ma, ad oggi, siamo costretti a vivere alla giornata”.

La Legabasket, come la serie A di calcio, vuole chiudere il campionato. Pistoia che posizione ha?

“La Legabasket per sua funzione ha il dovere di cercare una soluzione, anche se le problematiche sono grosse. Sta ipotizzando varie vie d'uscita e dovremo verificare se sono o meno praticabili. Noi facciamo parte di questa Lega che ha deciso di darsi certi step e noi ci muoviamo in questa direzione con sfumature più o meno ottimistiche”.

C'è da valutare la situazione economica dei club che devono giustamente pagare i loro dipendenti, ma vedono azzerarsi le entrate. Che impatto ha e avrà questa situazione per il Pistoia Basket?

“Dovevamo giocare in casa in queste settimane con Fortitudo Bologna, Milano e Brindisi: tre gare di sicuro richiamo. C'è un problema di liquidità, di mancanza di incassi, e sul futuro rispetto agli sponsor. Ipotizzare nella prossima stagione sportiva gli stessi introiti da sponsor è un'utopia, senza contare che anche le trattative che avevamo in corso si sono fermate. Lo sport ha bisogno di aiuto, il governo dovrà studiare qualcosa come per tutte le società di capitali. E per la prossima stagione c'è da ripensare un sacco di cose”.

Per Pistoia, a quanto potrebbero ammontare le perdite?

“E' difficile dirlo, ma direi qualcosa come 300 mila euro”.

In questo momento delicato ed incerto, come giudica le parole del presidente federale Gianni Petrucci “stizzito per i messaggi di alcuni club in sofferenza che vogliono fermarsi sperando nella clemenza futura”?

“Dico solo che Pistoia non ha mai chiamato il presidente”.

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