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I flussi del “Banditori” portano bene al Ponte, Montecatini invece rischia il 3° posto

Roberto Grazzini

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Sedici gradini. Questa la distanza far gli “inferi” del catino del “Banditori” e la strada.

C’è un punto vicino al corner sotto il gabbiotto della biglietteria dove il sole non riesce ad arrivare. Ed era proprio lì che i tifosi, diciamo più calorosi, si schieravano, in tempi non troppo lontani con l’immancabile ombrello da usare quale arma impropria per solleticare i polpacci degli avversari. Alla fine di ogni stagione il fattore campo pesava eccome. Da questa stagione il Ponte, pur giocando nel dispersivo stadio “Banditori” è tornato ad allenarsi sul terreno di questa “sanguigna” arena, a due passi dagli affreschi del maestro Annigoni.

Fino a poche giornate orsono, i biancorossi, più che sufficienti in trasferta quanto friabili in casa, sembravano non godere dei benefici influssi che gli allenamenti al vetusto Banditori riescono ancora a trasmettere. Invece nelle ultime esibizioni, qualcosa sembra essere cambiato nella testa dei giocatori. Battere la cenerentola Cecina non era un’impresa ma fare lo stesso servizio alla baldanzosa Cuoiopelli sembrava assai più complicato. È vero, due gol i pisani in pratica se li sono fatti da loro, però quando è stato il momento di difendere l’inaspettato regalo, il Ponte stavolta si è finalmente sporcato le mani. Ci ha messo cuore, gambe e chi l’aveva, un pizzico di mestiere. Meno male perché in coda si sono mossi in tanti.

Dai campi della Valdinievole al “Mario Magnozzi “, impianto tra le case ed i palazzi del quartiere Sorgenti, intitolato a colui che per 300 volte indossò e difese la casacca amaranto del Livorno e poi ne fu allenatore. È lì che si è interrotta la serie positiva del Montecatini (5 vittorie e 2 pareggi) per mano di una Pro Livorno che sapeva di giocarsi la gara della vita in ottica playoff. E lo ha fatto.

Sul piano tecnico i termali di Davide Marselli escono dal campo labronico a testa alta anche se il terzo gradino del podio è a forte rischio. Dal punto di vista caratteriale però qualcosa da rivedere c’è, espulsioni evitabili comprese. —

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