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Pistoia

Pistoia sconfitta ma esce a testa alta contro l’AX Milano

Elisa Pacini
Pistoia sconfitta ma esce a testa alta contro l’AX Milano

I biancorossi di casa tengono il ritmo dei campioni dell’Olimpia senza mai cedere Il punteggio finale dice che l’OriOra ha messo davvero un gran cuore sul parquet

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Non serve il vestito del gran galà a Milano per sbancare il PalaCarrara: in veste ”casual” l’Armani (che tra infortunati e turnover aveva praticamente un’altra squadra a casa) condanna Pistoia alla quarta sconfitta consecutiva. Pistoia ci ha provato, soprattutto dopo l’intervallo, a cambiare volto ad un match che Milano ha sempre condotto. Mettendosi finalmente la maschera cattiva, della squadra disposta a tutto per difendere la categoria (e la faccia davanti ai propri tifosi), anche contro la corazzata meneghina. Maschera che nel primo tempo, la squadra di Ramagli aveva lasciato colpevolmente negli spogliatoi, nonostante il neoarrivo Mesicek fin dalle prime battute abbia provato a scuoterla. E’ stato nella seconda parte del match che Pistoia (sotto di 11 all’intervallo con quasi 50 punti subiti per l’ennesima volta), ha alzato la testa. Rientrando in gara nel terzo quarto ma non riuscendo ad approfittare della gara senza lustrini dell’Armani che ha tirato molto e male da tre e ha segnato tanto soprattutto dalla lunetta. L’OriOra ha dato tanto, non riuscendo però come altre volte a dare continuità ai suoi buoni momenti. Mancando la zampata per fare davvero paura ad una Milano che tra campionato e coppa non ha il ritmo del Frecciarossa. Oltre al buon esordio di Mesicek, Ramagli ha ritrovato Peak (decisivo nella rimonta del terzo quarto) e la classe operaia di Krubally. Malino anche un volenteroso ma inconcludente Kerron Johnson a cui Bolpin non ha saputo dare man forte, mentre capitan Della Rosa è stato fin troppo limitato dai falli.

Pronti via e Ramagli getta subito il biondo figlio dei Balcani nella mischia: i suoi 8 punti sono fondamentali per tenere Pistoia attaccata all’Armani che mette subito la freccia (10- 14) con il quintetto dei gregari d’oro (gente con curriculum europei come Bertans, Kuzmi o il gigantesco Omic). Mesi segna il pari a quota 17 prima del nuovo parziale milanese che chiude il primo quarto (17- 23). Inizia il secondo e Pianigiani può cambiare quintetto, tocca agli azzurri Cinciarini e Fontecchio insieme a Brooks mentre Burns rimane in panchina per noie alla caviglia. Milano sembra volare (21- 36), Pistoia annaspa e Ramagli deve cambiare carte in tavola. Peak e Gladness accendono il PalaCarrara con un 7- 0 (28- 36) che costringe Pianigiani al timeout ma il finale è ancora ospite con le perle di James (tripla da quasi metà campo) e Della Valle (38- 49). Dopo il riposo, in campo c’è un’altra Pistoia che finalmente morde in difesa. Milano si piace troppo e sparacchia da tre, così che l’Oriora gli salta addosso. Peak si accende ed insieme a Della Rosa e Auda scrive l’11- 3 che sembra riaprire tutto (dal 49- 61 al 60- 64). Milano si attacca a James (61- 71) ma Mesicek gli risponde dalla lunga e al 30’ Pistoia non è lontana (65- 71). L’ultimo quarto non è stellare da entrambe le parti ma la sterilità offensiva di Pistoia nei primi 5’ è un macigno sulle speranze di giocarsi la gara fino all’ultimo. Milano segna quel poco che gli basta per rimanera avanti in doppia cifra e chiudere con +10. —

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