Il Tirreno

Pistoia

OriOra Pistoia illude un tempo poi il crollo a Venezia (95-72)

Elisa Pacini

Una sconfitta prevedibile che tuttavia i biancorossi hanno riscritto in un modo tutt’altro che scontato al PalaTaliercio

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Com’è triste Venezia per l’OriOra. I biancorossi di Ramagli, ancora in attesa del sostituto di Dom Johnson, escono dal Taliercio con le ossa rotte. Non riuscendo a modificare, come sperato, il copione dell'annunciata mission impossibile, sbandando sul talento e la profondità della lussuosa Reyer. Venezia "rulla" i biancorossi nella seconda parte del match, più o meno come aveva fatto all’andata. A ottobre i lagunari avevano spedito a -28 la nuova OriOra mettendola davanti alla durezza del campionato, ora sono 23 i punti tra le due squadre. Sono passate 15 gare, ma per chi avesse visto solo le partite contro Venezia, la sostanza- purtroppo per Pistoia- non sembra molto cambiata. Invece di passi avanti, l’OriOra ne ha fatti pur tra le difficoltà ma a Venezia si è visto poco di tutto ciò.

Resistenza fragile. Nonostante la differenza di valori in campo, nonostante il peso di presentarsi al cospetto di una corazzata regalando un americano, la poca resistenza biancorossa alle sfuriate di casa non è una bella notizia. La classifica, dopo il ko veneziano, non cambia perché anche Torino e Reggio Emilia hanno perso mentre Cantù ha fatto un passo avanti per allontanarsi dalla zona salvezza. Ma il trittico terribile di inizio girone di ritorno per il fanalino OriOra è da brividi: lunedì sera arriva Milano e poi i biancorossi andranno a Brindisi prima della sosta per le finali di Coppa Italia. Un calendario che non aiuta la squadra di Ramagli nella sua difficilissima corsa salvezza, sperando che il mercato porti novità al più presto. La gara dell’OriOra operaia al Talercio è durata più o meno 25’. Poi dopo una prima parte di gara equilibrata, Venezia è salita in cattedra e per una generosa Pistoia si è spenta la luce. 44- 44 il punteggio al riposo, 51- 28 il parziale Reyer nel secondo tempo, propiziato da un 23-10 nel terzo quarto con cui Mazzola (trascinatore della stellare armata veneziana) e soci hanno messo la gara in cassaforte ben prima della sirena finale. Dei problemi che la Reyer aveva palesato nelle ultime gare non c’è l’ombra. Anzi. De Raffaele si gioca tutte le sue carte (ruotando 12 giocatori 12, mentre un altro paio di stelle sono in tribuna) e può centellinare Haynes, Watt e Stone dando sfogo all’ex Washington e trovando pronti dagli azzurri che a casa Reyer spesso fanno i gregari. Staffette che alla lunga sfiancano Pistoia che regge finchè i lunghi Auda, Gladness e Krubally trovano spazio sottocanestro. Poi nella ripresa, l’OriOra evidenzia tutte le sue difficoltà realizzative (con Kerron e Peak impalpabili) sommate al calo difensivo.

Crollo post intervallo. Pistoia inizia bene il match, approfittando delle scorie di Coppa della Reyer che inusualmente sparacchia da tre nel primo quarto. L'OriOra si fa spazio sotto e prova ad allungare subito (6-12), non riuscendo però a capitalizzare un buon primo quarto in cui Venezia è attaccata (20- 21). Pistoia allunga di nuovo nel secondo quarto spinta da uno scatenato Auda (27- 33 prima, 29- 36 dopo) mentre Venezia si scuote solo quando Stone ritrova la sua mattonella da tre. Suoi i due siluri che danno alla Reyer il primo vantaggio (42- 40 al 18') ma Pistoia ferma il break di casa con un sussulto di Peak da tre e il recupero del giovane Querci che si immola sull'ultima azione. Il 44 pari alla pausa sta un po' stretto a Pistoia ma dà speranza. Per pochi minuti: quelli di inizio ripresa, quelli del Krubally vs Venezia con il lungo bonsai di Ramagli a provare ad allontanare quella che sembra un'avanzata irrefrenabile. Il vantaggio Reyer è ancora un graffio dalla lunga di Stone (51- 50) che poi si mette in difesa ed insieme a Bramos e Washigton fa salire di molto la presssione sull'attacco ospite.

Bolpin batte un colpo (56- 53) ma è un'illusione. L'attacco biancorosso è bloccato mentre Venezia ritrova feeling col canestro e mette nel frullatore l'OriOra. Che al 30' si ritrova sotto di 13. Ramagli prova a girare le sue pedine ma c’è poco da fare contro questo roster lagunare. —

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di Redazione web