Toscana
Asta: «Serve un attaccante ma abbiamo dimostrato che non è indispensabile»
PISTOIA. «La Carrarese rappresenta una delle big del campionato, non potevo rifiutare una proposta del genere». Queste le prime parole di Emmanuel Latte Lath da nuovo giocatore gialloblù. Il ventenne attaccante ivoriano, che nella giornata di giovedì ha detto addio a Pistoia direzione Carrara, non farà dunque parte della spedizione arancione che lunedì prossimo (ore 14.30) andrà a caccia dei tre punti sul terreno del Gozzano. In attesa di novità dal mercato dunque (i nomi sul piatto sono sempre quelli di Tommy Maistrello del Vicenza, Kario Butic della Ternana e Federico Gerardi del Monopoli), le scelte di formazione per Antonino Asta saranno abbastanza obbligate: con Latte Lath ceduto, Cellini sul piede di partenza e Rovini e Piu ancora ai box, la coppia d'attacco sarà giocoforza composta da Fanucchi e Forte, con Fantacci alle loro spalle. Uomini contati anche a centrocampo, con Vitiello e Picchi praticamente certi della maglia da titolare complice la squalifica di capitan Luperini e il perdurante infortunio di Minardi. Sulle corsie esterne possibile ritorno in campo dal primo minuto per Regoli. «Con la società siamo in sintonia, faremo il possibile per aggiungere un attaccante tuttavia abbiamo dimostrato di saper giocare bene anche senza una prima punta di ruolo - ha affermato il tecnico arancione ai microfoni di TVL - intanto è uscito Latte Lath ma è entrato Piu, quindi numericamente non è cambiato nulla. In mezzo dispiace che Minardi sia fuori perché potrebbe dare sia qualità che quantità, spero che possa riprendersi al più presto». Rotazioni ridotte dunque, ma con il vantaggio di non aver giocato il turno infrasettimanale a differenza degli avversari di turno:
«Se vogliamo trovare un piccolo lato positivo alla situazione di mercoledì è che almeno abbiamo avuto più tempo per recuperare energie - ha spiegato Asta - la sfida contro il Gozzano non va assolutamente sottovalutata, hanno preso coscienza della loro forza e con il 3-5-2 sono temibili». —A.B.
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