Gioco
«DJ? Avrei voluto che fosse più match winner, ora spero nel miglior sostituto possibile»
pistoia. Il confronto mancato domenica sera, si è spostato al lunedì. «Non sono scappato dalla sala stampa– ci dice– era giusto lasciare la scena al presidente che mi aveva detto di voler parlare da solo, ma nonostante questo gli ho chiesto comunque di poter fare un’analisi». Analisi posticipata che non può che partire dal commento alle parole del presidente a proposito di quello che succede in altre società, in quanto a stipendi e giocatori pagati da altri club. «Sono cose conosciute e di solito taciute. Ha fatto bene a farsi sentire» dice Ramagli, prima di parlare del match.
L’ANALISI. «È mancato un buon inizio– dice il tecnico biancorosso– anche se avevamo costruito tanti tiri aperti che non abbiamo segnato. Ci è mancata la durezza. Ci eravamo detti che il primo fallo doveva essere un fallo e non un canestro e fallo come poi è stato. Segno che la tensione latente c’era. Ma la tensione dopo è stata quella giusta per il recupero. Nel terzo quarto potevamo mettere dei punti tra noi e loro. Lì non abbiamo spaccato la partita come potevamo fare. Nel quarto quarto hanno deciso gli episodi che non ci sono stati favorevoli. Il rimpallo su Murray, il canestro di McCree con un fallo del giocatore, l’errore al tiro di Kerron che aveva subito fallo e quello in sottomano di Dominique. Un canestro da metter dentro».
TRADIMENTO DEI BIG. Quelli di casa, mentre Pesaro è stata presa per mano dai suoi leader. Blackmon e McCree, “prestati” da Milano. «Siamo due squadre diverse– continua Ramagli– noi abbiamo una maggiore condivisione del pallone. Loro invece spesso si mettono nelle mani di due solisti che hanno fatto al meglio i solisti, con eccessiva tutela da parte mia. Non sempre i contatti su tiro sono colpa di chi difende». Sulla gestione dell’ultimo quarto, giocato con il quintetto titolare che non aveva brillato e senza Gladness, aggiunge: «Gladness ha fatto una buona partita. Quando è uscito, veniva da 8 minuti consecutivi, dopo 15 giorni senza allenamenti. In quel momento avevamo una grossa sterilità offensiva, avevamo perso fluidità. Con Auda in campo, abbiamo ritrovato gli spazi degli esterni che in quei momenti fanno la partita. Siamo tornati in vantaggio ma non è bastato, perché non siamo stati cinici negli episodi».
QUOTA SALVEZZA. Nessun calcolo da parte di Ramagli. «Per noi si è trattata di una sconfitta pesante– continua– sappiamo che più sono le squadre che rimangono in zona salvezza, più le pressioni ricadono su tutti. In questo momento siamo in tre mentre Pesaro è in una situazione di privilegio». Per il dopo DJ, che giocatore serve? «Il migliore possibile con i soldi a disposizione– chiude– ma più che di identikit, posso dire dove Dominque è stato funzionale e dove no. Non lo è stato quando non si è calato nel ruolo di match winner. È invece stato più funzionale delle aspettative nella costruzione di gioco». Facendo spesso, aggiungiamo noi, da play aggiunto. Forse perché il play deputato, non ha convinto molto di più dell’omonimo partente. –
E. P.
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