Gioco
Gli ex capitani non hanno dubbi «È la partita della maturità»
Gek Galanda: «Credo che i giocatori siano consapevoli che la sfida con Pesaro può rappresentare una svolta». Antonutti e Toppo puntano sull’unione di squadra
pistoia. Gare così importanti si vincono di squadra. È un coro all’unisono quello degli ex capitani del Pistoia Basket che caricano l’Oriora alla vigilia dello spareggio salvezza casalingo contro Pesaro. Già pesantissimo nonostante sia solo la prima di ritorno, anche in virtù del +6 marchigiano dell’andata.
Fiorello Toppo punta sulla difesa, Michele Antonutti spera nel “fattore PalaCarrara” mentre Giacomo Galanda confida nella voglia di superare quello che è un’esame di maturità per un’Oriora in crescita. In queste gare conta più un mattone portato da tutti che il guizzo di un singolo, concordano tre grandi ex che giocano per noi in anticipo la gara che potrebbe essere l’ultima di Dominique Johnson. L’attuale capitano “a gettone” che, nella gara che vale una stagione, è particolarmente atteso.
ABNEGAZIONE DIFENSIVA. È l’elemento chiave per Toppo. «Serve una grande unione difensiva– dice Big Fiorello, simbolo della cavalcata verso l’A1 con le sue nove presenze in biancorosso– cosa che ho visto contro Varese. Abbiamo iniziato con un gruppo nuovo che porta con sé difficoltà oggettive nella costruzione reale della squadra, che vanno oltre a quelle che ci possono essere di tipo economico. Ora conoscendosi, tutti hanno maggior consapevolezza dei pregi e dei difetti degli altri e su questo bisogna giocare, cercando di evidenziare i pregi e limare i difetti». Il “noi” con cui Toppo incita l’Oriora, di cui è spesso appassionato tifoso sulle tribune di via Fermi, è commovente. Ma Toppo, che ha fatto anche il tecnico per l’Academy biancorossa, tifa in particolare per due suoi “allievi” . «Della Rosa e Severini mi sono piaciuti molto contro Varese– continua– hanno dato una grossa spinta in difesa, con gli americani che sono stati bravi a prendersi le loro responsabilità. Ho sempre tifato Gianluca come possibile capitano. Senza fare polemiche, dico che il senso di appartenenza è importante».
FATTORE PALACARRARA. Due stagioni da favola col biancorosso addosso, dal 2015 al 2017, Antonutti ha conquistato da capitano la seconda partecipazione su due ai playoff dell’era Esposito. Ma il lungo friulano conosce bene l’atmosfera da dentro– fuori della corsa salvezza. «Pistoia è davanti ad una gara molto importante– dice Antonutti che insieme ad Eric Lombardi lotta per riportare Treviso nella massima serie– ma non direi decisiva. Con Caserta (stagione 2014/2015) arrivammo a giocare a Pistoia all’inizio del girone di ritorno, ultimi in classifica e staccati dalla penultima e nel girone di ritorno recuperammo lo svantaggio (retrocedendo all’ultima giornata dopo il ko nello scontro diretto proprio a Pesaro, ndr). La situazione non è tragica: ci sono molte squadre nella lotta salvezza, tra cui le varie Torino o Reggio Emilia che in questi anni hanno fatto anche le coppe».
Sul campo chi è favorito tra Pistoia e Pesaro? «Non ci sono favoriti– continua Antonutti– ma Pistoia deve far valere il fatto di giocare in casa. Serve una prova di squadra, tutti devono portare il proprio mattone. Uniti i difetti vengono colmati. Mi aspetto anche un palazzetto pieno, nei momenti di bisogno la gente di Pistoia ha sempre risposto. Il fattore casa, anche quando c’ero io, è stato spesso importante».
ESAME DI MATURITA’. Non usa mezzi termini il Gek Nazionale per definire la gara di domenica. «Credo che i giocatori siano ben coscienti che si tratti di una partita che può rappresentare una svolta– dice il Gek Nazionale, capitano del primo anno del ritorno biancorosso in A1– se si reagisce in una certa maniera a questa partita, c’è speranza per il proseguo del campionato. E non parlo del risultato ma della prestazione. È una gara attesa, forse la più importante di questo turno, che molti vorranno venire a vedere».
Dall’attuale capitano, forse all’ultima gara, c’è da aspettarsi qualcosa in più? «Penso che il fatto di avere un contratto a tempo determinato non abbia avvantaggiato nessuno, né lui, né la squadra. Mi auguro che rimanga, ho profonda stima di lui come uomo e come giocatore. Ma ora più che mai la differenza la fa la chimica di squadra. E non parlo solo di darsi il cinque, ma di capire quando e come posso stare in campo. È qui che si misura il superamento dell’esame di maturità, non dei singoli ma di squadra. Una chimica che ho visto in campo, da tutti. Hanno iniziato a coinvolgere di più il compagno a fianco, grazie al lavoro del coach e dello staff».
QUI PESARO. Le cronache pesaresi danno Mockevicius il lungo lituano, mattatore della vittoria dell’andata, in forse dopo una distorsione alla caviglia. Potrebbe rientrare dopo un lungo stop il giovane russo Shashov. Prevista una buona affluenza di tifosi pesaresi. –
Elisa Pacini
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
