Toscana
Deludono i due Johnson e il nazionale Auda La sorpresa Krubally, re dei rimbalzi in A
È una OriOra con molte, prevedibili, insufficienze, quella che ha concluso all’ultimo posto la prima parte di stagione
. La partita di Avellino ha segnato il giro di boa per l’OriOra che ha messo alle spalle la prima metà di campionato. In queste prime quindici partite la squadra biancorossa ha ottenuto quattro vittorie e undici sconfitte. Un cammino travagliato, che vede al momento Pistoia in fondo alla classifica. Questi i voti alla squadra in questa prima parte di stagione.
5 KERRON JOHNSON. Una delle delusioni più grandi di queste prime quindici gare. Arrivato per essere il capo tribù, non ha mai dato l’idea di avere pienamente in mano il gioco e ogni tanto nemmeno la fiducia dei compagni. Gioca come ha sempre giocato in carriera, solo che qui le necessità della squadra e dei compagni probabilmente imporrebbero altro. Irritanti i suoi momenti di anarchia, quando prova a risolverla da solo sfidando le difese avversarie con penetrazioni suicide o con tiri forzati.
5, 5 DOMINIQUE JOHNSON. Doveva essere il faro offensivo ma ha fatto registrare troppe serate negative. Almeno a livello di atteggiamento con la squadra cerca di essere il trascinatore, non lesinando consigli e incoraggiamenti. Fa tanto ma ci si aspetterebbe di più e meglio, lo stucchevole siparietto del contratto da rinnovare insieme a qualche reazione di pancia eccessiva non fanno onore ad un capitano.
6 PEAK. Una volta superato il fisiologico periodo di ambientamento al basket europeo ha messo in mostra tutte le sue doti. Quando vuole sa essere tosto in difesa, propiziando recuperi (1, 3 a partita). Le doti fisiche permettono a Ramagli di usarlo anche da quattro in quintetti piccoli. Da migliorare in generale le medie al tiro, soprattutto quella indecente ai liberi.
5, 5 AUDA. Ha in parte tradito le aspettative. Arrivato per essere la certezza del pacchetto lunghi di Pistoia ha dimostrato limiti evidenti. Da cinque ha faticato enormemente, soprattutto in difesa, costringendo la società a tornare sul mercato e rischiando anche lui il posto; molto più a suo agio e in netta crescita da quando può giocare affiancato da un “big man” .
6, 5 KRUBALLY. La vera sorpresa di questa prima parte di stagione. Alla prima avventura in Serie A, arrivava con la certezza di aver fatto bene al piano di sotto ma anche con tante incognite legate alla statura bonsai per un pivot. In campo ha risposto da leone, cercando di compensare con altri mezzi il gap di centimetri e di chili con i rivali sotto le plance. Costantemente tra i migliori rimbalzisti del campionato (10, 8), viaggia a 18, 2 di valutazione, adesso però serve anche un ulteriore step a livello di efficacia difensiva.
5 GLADNESS. Arrivato per tamponare il terribile avvio senza vittorie, con lui la squadra è passata al 6+6. Il suo compito è principalmente quello di proteggere il ferro, prendere rimbalzi e evitare facili penetrazioni, purtroppo il suo contributo si limita solo a quello e non sempre gli riesce pienamente.
5, 5 DELLA ROSA. Il contributo in termini di energia è altissimo, dal punto di vista tecnico però i suoi numeri non sono del tutto sufficienti. Ha il dovere di ricordare a tutti, sempre, cosa vuol dire indossare quella maglia, senza farsi schiacciare da questo peso.
5, 5 MARTINI. Il passaggio in A ha richiesto parecchio tempo di adattamento, ma a livello di applicazione e di impegno non è mai mancato.
6 BOLPIN. Il migliore degli italiani. Ha sorpreso per duttilità e per capacità di adattamento. Con le sue caratteristiche riesce a coprire tutti i ruoli degli esterni, qualità che lo rende indispensabile e che gli permetterà di avere lunga vita nella massima serie. Sta dimostrando pure buona mano da tre punti (40, 9%), il prossimo step è quello di migliorare nelle letture e nelle scelte.
5 SEVERINI. Fino ad oggi il suo rendimento è al di sotto delle aspettative. Il suo periodo di ambientamento però è durato troppe settimane, con diverse occasioni sprecate. Nelle ultime gare però sembra aver acquisito sicurezza e ha trovato il modo di aiutare la squadra in maniera attiva. –
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