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Pistoia

oriora sfida la sidigas 

«Pistoia è città che ama il basket e la società è solida risalirà la classifica»

Elisa Pacini
«Pistoia è città che ama il basket e la società è solida risalirà la classifica»

Parla Pancotto, in passato coach dei biancorossi e di Avellino E su Johnson: se resta, avrà più consapevolezza del suo ruolo  

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pistoia. In mare aperto ma con una guida affidabile. Così Cesaro Pancotto, uomo di basket e di mare un po’come Alessandro Ramagli, inquadra il momento della “sua” Pistoia. Piazza a cui il tecnico marchigiano, è sempre rimasto legato anche se le strade si sono divise tanti anni fa, tornando poi in via Fermi solo nelle vesti di (applaudito) avversario. Ma certi momenti uniscono per sempre, specie se sono momenti storici come la conquista per la prima volta dell’A1, raggiunta dall’Olimpia targata Kleenex nel 1992 dall’uomo di Porto San Giorgio.

Mare basso e sabbioso, non proprio lo scoglio di Calafuria caro al coach dell’Oriora. In estate proprio a casa sua, sulla costa marchigiana, Pancotto è tornato per rilanciare le ambizioni mai sopite di Montegranaro, rivelazione della prima parte di stagione in Legadue chiusa al quarto posto nel girone est che la qualifica alle finali di Coppa Italia (vi accedono le prime 4 dei due gironi).

Con lui, doppio ex di Pistoia ed Avellino che si affronteranno domenica nella quindicesima partita di campionato, al giro di boa della serie A, abbiamo parlato della lotta salvezza e del “caso” Dominique Johnson.

Coach Pancotto, Avellino e Pistoia sono entrambe in un momento delicato. La Sidigas per motivi societari, l’Oriora sul campo...come le vede?

«Avellino nel momento di maggior difficoltà, ha saputo cambiare ritmo sul campo. Viene da ottimi risultati tra campionato e coppa (sei vittorie consecutive, ndr). Avellino è una città di basket, è passione e cuore di una piazza che sa fondersi con la squadra, remando tutti nella stessa direzione. Pistoia sta affrontando il mare aperto ma la società è solida e mi fido.

Anche Pistoia è una città di basket ed è normale che, in alcune gare, non sia stata soddisfatta. Ma ho fiducia nella società e in coach Ramagli che conosco bene il mondo della pallacanestro».

Cosa pensa della lotta salvezza della serie A che coinvolge realtà molto diverse?

«Ci sono eccezioni più o meno positive. Vedere Torino e Brescia in quelle posizioni è strano. Trento sta risalendo, Reggio Emilia invece sta sgomitando. Un quadro ricco di difficoltà ma le difficoltà devono essere opportunità e Pistoia l’ha colta domenica contro Varese.

Ogni partita ha storia a sé e la differenza la possono fare tanti dettagli: l’autostima, l’umore, l’energia. Mi aspetto un girone di ritorno tosto per tutti».

Cosa pensa del caso Dominique Johnson? Il capitano ha allungato il suo contratto “a tempo” di una partita ma potrebbe andarsene...lei si è mai trovato in una situazione simile?

«Anche a me è capitato che un giocatore andasse via nel corso di una stagione per qualche situazione. Naturalmente bisogna sempre vedere cosa c’è scritto sul contratto ma mi fido molto dell’ambiente pistoiese e dell’allenatore.

Sono persone che conosco ed operano per il bene del basket. Mi auguro che la questione abbia un esito positivo e che il giocatore abbia capito cosa rappresenta il basket a Pistoia. Se il rapporto continuerà, penso che avrà maggior consapevolezza del suo ruolo».

Domenica Avellino è favorita?

«Sarà una gara difficile. Pistoia dovrà andare a trovare la sua opportunità contro una squadra in forma come Avellino, con la relativa serenità di chi gioca fuori casa contro un avversario forte e pensa di fare una grande partita».

Come va l’avventura a Montegranaro?

«Si lavora molto, la gratificazione più grande è far crescere una piccola società. Il girone est è tosto, abbiamo fatto undici vittorie su quindici con una squadra rinnovata e ringiovanita (ci sono anche gli ex Valerio Amoroso e Martino Mastellari, ndr).

Abbiamo conquistato le finali di Coppa Italia, traguardo impossibile da prevedere all’inizio. I risultati straordinari possono avvenire, per riperterli vanno create le basi». –

Elisa Pacini

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