Gioco
Festa grande alla fine ma i toni restano critici
PISTOIA. Calore iniziale, fischi finali e specie dopo le ultime scialbe prove casalinghe della squadra di Ramagli, lo scivolamento nell' indifferenza. Il copione sugli spalti del PalaCararra finora era stato più o meno questo. Stati d'animo ribaltati nel match contro Varese, iniziato nel silenzio della Curva Pistoia che ha alzato una serie di striscioni polemici non solo sulla squadra ma anche verso la società e chiuso con la festa per la vittoria. Una festa smorzata dall'uscita a mo' di saluto ai tifosi di Dom Johnson, che dopo aver affondato a suon di triple la sua ex squadra, potrebbe salutare Pistoia lasciando un vuoto difficile da colmare nonostante l'altalena di rendimento. Nei primi minuti di gara giocata in un silenzio surreale (anche per l'assenza degli Arditi, i tifosi organizzati di Varese), la Baraonda ha sciorinato striscioni con interrogativi che- in verità- nell'ambiente risuonano da tempo. Spaccando quell'unità d'intenti totale che da mesi era risuonata su argomenti caldi quali ad esempio la questione impianto ("non solo palazzetto...c'è mancanza di un progetto"), prendendo di mira anche il rimpasto dirigenziale ("Nuovo CdA ma si torna a CdO", l'Orlandina retrocessa l'anno scorso). Chiedendo ai biancorossi in campo di "onorare la maglia", evidenziando che "A Pistoia non vincono i campioni ma la gente con i c..." —E.P.
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