Sicurezza
Dom e Ronnie, ecco la sfida tra presente e passato
Johnson, attuale capitano biancorosso, incontra domani Moore, indimenticato protagonista della “Esposito band”
PISTOIA. Un capitano che torna da avversario e un altro, quello attuale, con le valigie in mano. A condire col pepe la prima gara del 2019 dell’Oriora, ci sarà anche il duello tra Dominque Johnson e Ronnie Moore. Un duello atteso come tutti quelli tra deputati punti di riferimento delle loro squadre. Un ruolo che Moore ha avuto a Pistoia, cardine per tre stagioni del sistema Esposito, e che l'ex capitano (11,5 punti, 3,2 rimbalzi, 4,5 assist in quasi 29' di media) ha a Varese nella lanciatissima squadra di Attilio Caja. Ronnie da Philadelphia e Dominique da Detroit: due americani d'Europa, una fotografia (impietosa) tra presente difficile e passato prestigioso del nostro basket.
MOORE. Si è fermato ad un passo da quota 100, ma le 97 presenze fanno di Ronnie Moore l’americano che più si è legato ai canestri pistoiesi nella storia. Mai nessun giocatore "born in Usa" era rimasto per tre campionati in via Ferm e aveva avuto la fascia di capitano. Direttore d'orchestra del basket libero del Diablo, Moore ha vissuto da protagonista le montagne russe del triennio targato Esposito, facendosi conoscere anche nel suo alto valore umano di sentinella contro il razzismo che «in America- ci disse parlando della mobilitazione degli sportivi a stelle e strisce pro diritti per tutti nell'America di Trump- c'è sempre stato e per questo dobbiamo parlarne».
Due partecipazioni ai playoff, le finali di Coppa Italia fino alle difficoltà della scorsa stagione aggirate anche grazie alla sua super stagione fino a superare i 1000 punti segnati in serie A. A Pistoia ha aiutato il Diablo a lanciare nuovi volti come Alex Kirk e lo stesso Gianluca Della Rosa, l'anno scorso all'esordio proprio da suo vice.
«Con Gianluca parlo spesso- ci dice da Varese con cui ha già prenotato un posto alle finali di Coppa Italia- lo incoraggio a lavorare duro e a credere in sé stesso». Poi continua sul momento dell'Oriora: «Non mi aspettavo i problemi di Pistoia. Spero che le cose migliorino». Parole d'affetto di chi- anche sui social- non fa mancare la sua vicinanza a Pistoia. «La mia famiglia per tre anni – dice – amo i tifosi e la società».
Domenica naturalmente sarà spietato avversario. «A Varese sto molto bene - continua- abbiamo una grande squadra, lavoriamo duro e giochiamo insieme».
JOHNSON. Discussa fin dall'estate, la clausola d'uscita dal contratto a gennaio (che ha anche il club) non ha pesato sulla sorprendente scelta della squadra che l'ha fatto capitano. In effetti, pur nel saliscendi delle 13 gare giocate, in campo il feeling soprattutto con gli italiani è sembrato evidente, un po' come l'incompatibilità tecnica con l'altro Johnson.
Ma siamo sicuri che la sua partenza sia quella scossa di cui ha sicuramente bisogno la squadra? Un annoso dubbio su cui la società rifletterà alla luce anche del possibile stop di alcune giornate di Gladness e di una forzata rivoluzione di mercato. Anche se - viste le finanze di Pistoia- costringerà il club a guardare nel range delle ulteriori scommesse. —
Elisa Pacini
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