Il Tirreno

Pistoia

«Abbiamo fatto tante cose giuste Poi ci siamo persi»

E.P.

Il tecnico Ramagli guarda alla classifica e vede  che in questo momento la squadra è salva 

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L’INTERVISTA

Una costanza di rendimento da migliorare, che ha pesato contro una squadra che gioca insieme da tre anni e che per due volte si sono è giocata lo scudetto che che ne dica la classifica attuale. Il lungo ed infuocato dopo Trento di Alessandro Ramagli parte dalla disamina tecnica, tra meriti avversari e demeriti dei suoi che pur si sono battuti. Ma la parte centrale della sua conferenza stampa “fiume” il tecnico biancorosso l’ha dedicata a quella “gogna” a cui si è sentito messo da parte di tutto l’ambiente. Redarguendo i giornalisti sulle domande sul rendimento individuale dei suoi, a suo dire finalizzate alla ricerca del colpevole e dell’eroe. Ricordando che «La squadra è questa e con questa bisogna andare avanti verso la mission salvezza». Perché al contrario del passato o al contrario di altre piazze (vedi Trento che ha richiamato il castigatore dell’Oriora, Craft), qui non si cambia nessuno, ma ci si allena per migliorare. «Per giocare contro una squadra come questa, in salute che viene da 5 vittorie nelle ultime 7, bisogna avere una costanza che non siamo riusciti ad avere. Siamo stati combattivi, abbiamo fatto tante cose giuste, ma nel secondo tempo abbiamo anche subito tanti canestri facili».Bene la presenza a rimbalzo, evidenzia Ramagli, meno le palle perse nel secondo tempo. Così come la difesa su Craft, dove si poteva «forzarlo sulla mano debole e mettere il corpo in mezzo». La differenza, dice Ramagli, l’ha fatta la costanza di rendimento. «La loro abitudine a giocare gare ravvicinate (sono appena stati eliminati dall’Eurocup, ndr) si è sentita. Sono stati più lucidi di noi anche nel finale. Ci siamo battuti, certo abbiamo responsabilità, ma la costanza di rendimento non si impara in un giorno. Loro l’hanno imparata in un vissuto comune di tre anni in cui sono stati due volte campioni d’Italia». Poi i toni si alzano alla domanda sulla compatibilità di Dominque e Kerron Johnson. «Kerron- dice- è in un momento di down fisico e nel frattempo c’è da trovare risorse alternative. Gianluca (Della Rosa) e Riccardo (Bolpin) hanno aiutato. La squadra è nata sugli americani, quando non attraversano un buon momento si sente, ma da qui a buttare a mare una convivenza, ce ne passa. Ho l’impressione che, qui in particolare, si cerchi sempre l’eroe e l’imputato. Le responsabilità sono sempre condivise. Si devono trovare delle ragioni di una vittoria e di una sconfitta e non i colpevoli sulla gogna. Quelli possono averli dove possono cambiare i giocatori come a Torino, noi non li possiamo cambiare, li possiamo solo allenare. Oggi la classifica dice che siamo salvi. Ci gira le scatole che abbiamo perso ma oggi siamo salvi, e questo è quanto». —E.P.

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di Redazione web