Il Tirreno

Pistoia

È una sconfitta che brucia, Pistoia superata nel finale

Elisa Pacini
È una sconfitta che brucia, Pistoia superata nel finale

L’OriOra conduce la partita per 36’, poi il testa a testa e la vittoria di Torino con due triple di Carlos Delfino 

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torino. Natale all’ultimo posto. Non è un cinepanettone ma l’indigesta realtà in casa Oriora che getta al vento la possibilità di rimettersi in moto dopo il rovinoso ko interno con la Virtus, lasciando due punti pesantissimi in casa della Fiat Torino.

Dove Pistoia perde per la prima volta in A1, anche se all’esordio nell’olimpico PalaVela, dopo le tre vittorie su tre degli ultimi anni nello storico PalaRuffini. Punti pesantissimi, si diceva, quelli che i biancorossi lasciano in Piemonte perché la Fiat di Larry Brown, in questo momento tra problemi di infortuni e di identità (palesati tutti nei primi 20’), è una diretta concorrente alla salvezza. Ma soprattutto perché quei punti Pistoia li ha pregustati per almeno 30’sentendo l’odore di un buon panettone che alla fine invece esce dal forno bruciato. Come bruciato è andato il largo vantaggio che Pistoia aveva accumulato all’intervallo (36– 50), propiziato da una buona coralità offensiva esaltato ora dalle triple di Dom Johnson e Peak, ora dal dominio in area di Auda e Gladness che aveva mandato negli spogliatoi l’Oriora con le sembianze della Ferrari contro una Fiat versione vecchia utilitaria. Con la cilindrata ridimensionata (8 i giocatori ruotati da Brown a fronte della chilometrica rosa gialloblù falcidiata da infortuni e problemi vari) e il solo Moore che provava a reagire ai fischi del PalaVela.

Un divario che Pistoia non è riuscita a mantenere nella seconda parte di gara, subendo la rimonta della Fiat che a 4’dalla fine ha messo la testa avanti (73– 72) e capitalizzato il finale punto a punto anche qui ben aiutata dagli errori di Pistoia. Perché nonostante le frane difensive (50 punti tondi subìti dopo l’intervallo), nonostante lo sperpero totale della mole di rimbalzi catturati dai lunghi (29– 42 i numeri della vittoria di Pirro sotto le plance), nonostante le difficoltà ad attaccare il ferro, l’Oriora ha avuto negli istanti finali i palloni per mettere comunque le mani sulla gara. Sprecando sull’80 pari con lo sfondamento del delundente Kerron Johnson e il fallo in attacco a Krubally. E dopo il nuovo vantaggio di Torino (83– 80 grazie a Moore e al libero di Delfino), vanificando i palloni del possibile supplementare a pochi secondi dalla sirena con le triple sbagliate da Kerron e Dominique Johnson dopo l’ennesimo rimbalzo di Auda.

Ultima mesta battuta dell’inno allo spreco che è stato il liet motif della ripresa biancorosso al PalaVela, dopo i primi due quarti sontuosi. In cui Pistoia era scappata sul 7– 21 dopo pochi minuti, ribattendo per le rime alla prima rimonta di casa (25– 27) con un parzialone di 23– 9 pre intervallo firmato dalla coppia Dom Johnson– Peak.

È proprio il 4 biancorosso a reagire al veemente inizio terzo quarto di Torino con due siluri (42– 56) prima di uscire per qualche fallo di troppo, richiamato da Ramagli. La sua uscita coincide con il crollo difensivo di Pistoia bucata da Moore e Carr (53– 58) a cui provano a rispondere Martini (53– 61) e Gladness che ad inizio quarto periodo spinge Pistoia ad un nuovo allungo (62– 69). Jaiteh è però una sentenza (7/7 da due), Hobson (8 assist) prova a dare l’accellerata e Torino trova pari (a quota 69) e sorpasso (73– 72). Pistoia con i titolari in campo per il punto a punto finale (anche perché la panchina ha dato pochissimo) sembra stanca e scarica e nei possessi decisivi è Torino a trovare lo sprint vincente. –

Elisa Pacini

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