Gioco
Pistoia e Torino chi vince sotto la Mole lascia l’ultimo posto
Inferiore alle aspettative fin qui il campionato della Fiat Ramagli: serve motivazione. Kerron? Deve dare equilibrio
pistoia. Suona la carica Alessandro Ramagli alla vigilia della trasferta di Torino dove l’Oriora si gioca due pesantissimi punti salvezza con la Fiat del leggendario Larry Brown, costruita per ben altri obiettivi ma deludente occupante dell’affollato ultimo posto in classifica dopo 10 giornate con Pistoia, Reggio Emilia, Trento e Cantù.
“Chiama alle armi” i suoi il tecnico biancorosso sia perché la posta in palio al PalaVela (palla a due ore 18, 30) è davvero importante, sia perché siamo all’inizio della settimana natalizia. Che per il basket italiano da anni vuol dire gare a ritmi ancor più forsennati e per l’Oriora, viste le sfide con Trento di Santo Stefano e domenica prossima a Cantù, è un bel crocevia nella corsa salvezza. «In questa settimana giochiamo tre gare importanti– dice Ramagli– contro squadre che hanno i nostri stessi punti. Le luci e le palline di Natale devono rimanere fuori dai nostri pensieri: ci aspetta una settimana senza mezza giornata libera». Un monito ad una squadra che dopo essersi accesa con le tre vittorie consecutive di Sassari, Reggio Emilia e con Brescia, è tornata a faticare molto domenica scorsa nella brutta gara contro la Virtus Bologna. Squadra blasonata, più lunga e ricca di Pistoia ma in crisi di risultati rivitalizzata proprio dall’Oriora: un copione da non ripetere al cospetto della Fiat.
«Torino è una squadra a cui è difficile prendere le misure– dice Ramagli– perché in 10 giornate si è rinnovata più volte. Ruotando 14 giocatori, avendone 3 fuori per problemi fisici. Se pensiamo che due giocatori firmati in estate non sono mai arrivati (White e Morris, ndr), si capisce che anche per un allenatore mito come Brown non sia facile lavorare in questa situazione. Oltretutto ha dovuto fare la spola con gli Stati Uniti per problemi di salute e il doppio impegno campionato– coppa toglie molto al lavoro in palestra». Un lavoro che aumenterà ora che la Fiat è uscita (in maniera disastrosa senza nemmeno una vittoria) dall’Eurocup, evidenzia Ramagli che non vuol pensare ai forti venti di crisi che soffiano sotto la Mole con la possibile cessione della società e il mercato bloccato per il lodo di Patterson, in gialloblù nella prima metà della scorsa stagione. «Non sono cose che dipendono da noi e mai come stavolta dobbiamo orientare su di noi la preparazione più che sugli avversari. Non possiamo prescindere dal tener botta fisicamente e dall’aspetto motivazionale». Motivazioni che si sono perse nella prima parte di gara contro Bologna, in cui a marcare visita sono stati proprio alcuni giocatori più esperti come Kerron Johnson e Mickell Gladness che finora non sembra aver aggiunto granché. «L’inserimento di Gladness è completato– risponde di botto Ramagli– non dobbiamo avere una concezione sbagliata su di lui, non possiamo chiedergli 15 punti e 35’, lui ha peculiarità precise ed è vero che in queste contro Bologna non è stato continuo. Kerron? Deve crescere in modo importante nella capacità di essere stabile quando la squadra non lo è. Ma se pensiamo che tutto passi dalle sue mani siamo fuori strada, come la situazione a rimbalzo non passa tutta dalle mani di Gladness”. –
Elisa Pacini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
