Gioco
L’incognita Dom Johnson sotto l’albero biancorosso
L’esterno biancorosso potrebbe lasciare Pistoia. Il dg Iozzelli: «Vorremmo tenerlo ma le possibilità sono 50 e 50»
PISTOIA. Sarà un Natale agitato per lo stivale dei canestri che, sotto l’albero, si ritrova due “casi” pronti ad esplodere, con i guai societari di Cantù ed Avellino a tenere in scacco il campionato. Mentre l’incognita più importante in casa Oriora, con la squadra ultima in classifica ad un terzo del campionato, si chiama Dominique Johnson. Il capitano, come noto, ha una clausola di uscita dal contratto a fine girone d’andata. Via di fuga che ha anche il Pistoia Basket, che in questi giorni si sta confrontando con il giocatore.
Cinquanta e cinquanta le possibilità che il trentunenne esterno biancorosso decida di finire la stagione altrove. Le quote sono dello stesso direttore generale Giulio Iozzelli.
«C’è il 50% di possibilità che rimanga e il 50% che non rimanga – dice Iozzelli – E non vale solo per lui. In questi casi, quando c’è una clausola, è così. Lui a Pistoia si trova bene, pur in una stagione complicata. Per noi la prima opzione rimane lui, poi però c’è una trattativa economica da fare, non tutto era stato definito a livello contrattuale. Ma per la società, se ci sono le condizioni per proseguire, pur in una stagione difficile, saremo contenti di farlo».
La palla è nelle mani del capitano insomma, che anche dalle parole di Iozzelli rimane il perno della squadra. Nonostante l’altalena delle sue prestazioni, in linea con il resto del gruppo americano, che nel progetto della società (e nei fatti alla prova del campo) doveva invece trainare la panchina italiana “operaia”. Se il rendimento del capitano finora non soddisfa in toto, è altrettanto evidente che la svolta delle tre vittorie consecutive è stata in primis la svolta di Dom Johnson. Leader a Sassari, come contro Reggio Emilia e Brescia. «Ci stiamo confrontando – chiude Iozzelli – per capire le sue intenzioni e non arrivare proprio alla scadenza della clausola. Speriamo in una settimana, dieci giorni al massimo di chiarirci le idee».
CANTÙ & AVELLINO.
Da una parte c’è una crisi che non sembra trovare fine, quella di Cantù, dall’altra un caso (Avellino) che dopo settimane di incubazione rischia di scoppiare. Dopo le scoppole prese tra campionato e Champions League, ecco il rischio penalizzazione per gli irpini, per il mancato pagamento di Irpef, Inps e Fondo Carriera di settembre ed ottobre. Il club irpino ha cinque giorni di tempo per regolarizzarsi (pagando 230.000 euro e una maximulta) ma intanto ha il mercato bloccato per i lodi pendenti di 5 ex giocatori (da Rich a Fitipaldo) e 7 procuratori. A Cantù, dove la squadra è reduce da 6 sconfitte filate, si tratta per la cessione della società: ci sarebbero diverse cordate interessante. —
Elisa Pacini
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