Il Tirreno

Pistoia

Giornata storta per Pistoia Basket Bologna festeggia

Elisa Pacini
Giornata storta per Pistoia Basket Bologna festeggia

Nei primi due quarti gli ospiti creano un solco di differenza che diventa poi incolmabile per la rimonta dei biancorossi

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Ci voleva un passo avanti come aveva detto Ramagli ed invece l’Oriora nell’attesa sfida alla Virtus, fa un passo indietro e si lascia travolgere dalla voglia della luccicante Segafredo di rispondere alle critiche di Basket City per un inizio campionato non all’altezza delle aspettative. Dopo il tris vincente che aveva acceso classifica e morale dei biancorossi, l’OriOra torna sulla terra e lo fa nel modo più brutto, cedendo in casa di fronte ad un PalaCarrara gremito come si addice ad una sfida sentita come è quella alle Vu Nere e al suo popolo che non ha tradito la trasferta toscana. Spicchio esaurito quello dei tifosi Virtus, nonostante la neve sull’Appennino, e striscione di saluto per il “comandante” Ramagli (grande ex della gara) prima di inaugurare il botta e risposta di sfottò con il pubblico pistoiese. Questa gara a cui il tecnico biancorosso teneva molto, probabilmente Ramagli se l’era immaginata in maniera diversa. E diversa, forse, poteva essere, visto che dopo tre quarti di dominio virtussino, nell’ultimo parziale Pistoia ha alzato finalmente la testa. Dimezzando lo svantaggio con un quintetto “operaio” e riuscendo quasi a riaprire una gara che al 30’ sembrava già ampiamente chiusa. Ricordando le prime opache apparizioni che sembravano messe alle spalle, soprattutto nell’atteggiamento, e che invece hanno aleggiato sul PalaCarrara per i primi 30’. Mentre Bologna ha subito aggredito la gara come era nelle aspettative dopo giorni sulla graticola, mettendo in luce i gioielli di famiglia che la Virtus ha dalla batteria di esterni Punter- Aradori- Taylor, una panchina esperta dal sapore azzurro (Cournooh, Baldi Rossi e Pajola), affettando Pistoia a rimbalzo. Virtus agguerrita, Pistoia molle, svagata e sprecona con palloni regalati al vento già nel primo tempo. Così la differenza nota tra le due squadre a livello di caratura tecnica (e di budget) è venuta da subito fuori, in modo fin troppo netto. 7- 11 al 5’, 9- 19 all’8’ con le triple dello “squalo” nazionale, 12- 25 con il contropiede di Cournooh, diventato 12- 28 con la triple di Punter alla prima sirena. Dai quasi 30 punti subiti nel primo quarto ai 50 tondi del 20’: Pistoia in difesa non morde e in attacco i suoi uomini di punta si perdono in personalismi con cui l'OriOra spreca la mini rimonta a metà secondo parziale (27-39), annullata dal break subito di 1- 11 nella manciata di minuti pre intervallo. Dopo il riposo l’inerzia rimane ospite con Qvale che giganteggia sotto i tabelloni su Gladness (36- 60) e Kravic approfitta dell’ennesima persa di Johnson che recrimina il fallo non fischiato. Ramagli “rimpasta” il quintetto, chiama per la prima volta dalla panchina i “gregari” Martini e Della Rosa (Severini invece non entra), al posto di Peak e Kerron Johnson. Il 44- 71 con cui inizia il terzo quarto sembra comunque l’anticamera del garbage time ed invece il quintetto operaio scuote finalmente la gara piatta di Pistoia. Della Rosa e Bolpin riconciliano Pistoia dall’arco (2/10 da tre nei primi 30’), capitan Johnson trova l’unico siluro della sua gara e l’OriOra abbatte la doppia cifra di svantaggio (61- 76 al 35’). Della smista assist al bacio per Krubally e Auda che a 3’ dalla fine trova il -11 (65- 76) che sembra riaprire tutto. Sacripanti ferma il gioco e ferma di fatto Pistoia. —



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