Il Tirreno

Pistoia

basket serie a 

Un tris di vittorie mancava da venti mesi Ma nel 2014 furono cinque i successi di fila

Elisa Pacini

Pistoia Basket ha sempre vissuto di momenti favorevoli con belle imprese alternati a periodi bui con crisi di risultati

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Un po’ poeta, un po’ uomo della strada, anzi di scoglio che spazia dalle citazioni di John Wooden (mitico allenatore di college, dieci volte campione Ncaa con Ucla) in massime da Hemingway dell’Ardenza: così Alessandro Ramagli ha fatto ritrovare quella “confidence” col campo (per dirla con Wooden) alla sua Oriora. Rivoltata nello spirito più che nel corpo dopo sei “schiaffi” consecutivi e tornata- sette mesi dopo l’ultimo successo casalingo- a vincere al PalaCarrara, con una tripletta “attesa” da molto di più. Venti mesi, quasi due anni, erano passati dall’ultima volta che il Pistoia Basket aveva vinto tre gare in fila. Striscia mai trovata nel 2018 (che non è finito anzi mancano 4 gare importanti tutte con squadre “vicine” in classifica anche se più blasonate), mai nella scorsa stagione. Bisogna andare fino all’aprile 2017 per trovarla. In coda alla seconda stagione dell’era Esposito, in coda ad un biennio dove strisce positive e imprese non sono mancate. Intorno alle due "sole" vittorie esterne di quella stagione (Pesaro all’andata e Torino al ritorno) l’allora The Flexx mise a segno altrettante triplette pesanti in ottica playoff. Successo (storico) con Milano e Capo d’Oraldo in casa, con il blitz di Torino in mezzo: queste le tappe dell’ultimo tris nell’aprile 2017, mentre nel dicembre 2016 (stesso campionato) c’erano stati gli scalpi in serie ancora di Cantù, Pesaro (a casa sua) e Reggio Emilia. Nel 2015 l’ultima Tesi Group illuminò l’alba dell’era Esposito con 4 successi pronti via, trampolino il sogno primo posto "difeso" per diverse settimane. La striscia più lunga in serie A1 rimane quella della matricola infiammata dai “diavoli volanti” (parole e musica di Nicola Salerni, ricordato con tanta emozione prima della gara contro Brescia) che chiuse la regular season nella primavera 2014 con una super cinquina. Espugnando il Taliercio di Venezia, battendo i "reduci" di Montegranaro, facendo sventolare il biancorosso al PalaTiziano di Roma e a casa Virtus Bologna fino allo scacco nello spareggio playoff con Caserta che mandò la rivelazione di Paolo Moretti a far paura a Milano sulla via dello scudetto. Precedenti eccellenti, forse troppo, per un’Oriora che non può scordarsi da dove viene (rimpasto societario, sponsor last minute e ridimensionamento del budget) e dove deve andare. Ma che proprio ritrovando l’anima operaia di una squadra che, come ha sempre ripetuto Ramagli, non ha mai smesso di lavorare, ha iniziato finalmente a giocarsi le sue carte in ottica salvezza dopo sei settimane depresse. A parte la coincidenza con l’arrivo del talismano Gladness che, in campo finora deve ancora ambientarsi, la svolta è tutta qui. Interna ad uno spogliatoio dove Ramagli ha “tatuato” sui muri la frase del suo vate e probabilmente nella testa dei suoi. Che oltre le critiche, i fischi, le voci di tagli, si sono ritrovati nel segno del sacrificio. Capitan Johnson in primis, poi un Peak che inizia a far capire come le aspettative estive non erano vane e poi gli altri. «La vecchia Pistoia avrebbe abbassato la testa, ora siamo una squadra diversa. Quando piove c'è da stare sotto la grondaia e aspettare che spiova, invece prima si faceva gli eroi ci si buttava in mezzo al campo e si pigliava un camion d’acqua addosso». Ramagli docet con la sua filosofia tinta d'amaranto. Un cambiamento esaltato dalla vittoria voluta contro Brescia dopo un match tirato e ripreso più volte da Pistoia. Una buona base per continuare a combattere, perché ce ne sarà bisogno in una classifica paludosa con ottavo posto e ultimo posto separati da 4 punti. Pistoia è nel mezzo al guado, ma non ha più l’aria di chi (canta il Liga) sta "seduta in riva al fosso" ma di chi la palla sa di doversela “andare a cercare”. Altra citazione di Nik Salerni, che campeggiava sul poster retto dai ragazzi delle giovanili ad inizio gara. —

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di Redazione web