Toscana
Pistoia, non c’è due senza tre “espugnato” il PalaCarrara
Per la Germani Brescia (raggiunta a quota 6) il palazzetto di via Fermi resta un tabù. Il ricordo di coach Nicola Salerni
pistoia. Il digiuno della Leonessa in via Fermi continua nella domenica iniziata col groppo in gola per il sentito ricordo di Nicola Salerni e finita con la festa dell’Oriora, al terzo successo consecutivo.
Una vittoria che sarebbe piaciuta molto al basket concreto del “professore”, arrivata dopo 40’di battaglia dove la classe operaia della squadra di Ramagli ha prevalso sulle potenzialità inespresse di una Germani afflitta dal mal di trasferta. Non solo. Per la Germani, rivale promozione sulla via dell’A1 nel 2013, è l’ottava sconfitta filata (tra Legadue e A1) in un PalaCarrara dove il Pistoia Basket di Alessandro Ramagli ha trovato meritatamente il primo successo stagionale, sfatando il più scorbutico dei tabù (il fattore campo) nella corsa salvezza. Una corsa difficile visto il blasone (e i soldi) delle attuali avversarie nella zona medio bassa di una graduatoria in cui Pistoia risucchia la stessa Brescia azzurra dei vari Abass, Vitali e Sacchetti junior. Una corsa salvezza che, ed è questa la notizia più bella oltre ai due punti, i Ramagli boys hanno però confermato di voler affrontare con l’elmetto, continuando in casa il discorso aperto con le due vittorie esterne pre pausa. Il pranzo in via Fermi per la Leonessa è servito, tutto a base di Oriora, che sembra ubriacare da subito gli uomini di Diana. Il primo quarto “quasi perfetto” del collettivo biancorosso (10– 2, poi 15– 7 fino al 19– 15 del 10’) non sarà però il copione di una gara, in cui servirà la rinata quadratura di Pistoia per spuntarla. Quello che non cambia sarà il punteggio basso, da vera “guerra di posizione” in cui Pistoia trova finalmente certezze in difesa.
Le rotazioni del secondo quarto premiano Brescia che dalla panchina può mandare in campo giocatori del calibro di Moss, Sacchetti e Mika che ribaltano l’inerzia, spingendo fuori dal match Beverly (gravato di falli) e Cunningham che dovevano– nelle previsioni– giocarsi il posto in tribuna (vista la rosa chilometrica della Germani). Posto che Diana riserva ad Allen, in tuta a bordo campo insieme all’infortunato Zerini mentre il convalescente Ceron (dopo il brutto infortunio e l’operazione di riduzione della frattura cranica) è out.
La Germani rientra e sorpassa (21– 22, 27– 30 sempre con Mika), ma Pistoia rimane aggrappata alla scia con due guizzi di capitan Johnson (35 pari all’intervallo). Nella battaglia del terzo quarto, è Brescia che potrebbe scappare. Peak (tra i migliori di Pistoia) è fuori per 4 falli e le triple di Moss ed Hamilton spingono gli ospiti al massimo vantaggio (43– 49 al 26’). A scuotere Pistoia è Auda con 5 punti filati che ricordano come l’Oriora ora sa lottare (48– 49). I liberi di D. Johnson e la carezza dall’arco di Della Rosa valgono il nuovo vantaggio di casa (57– 55) dopo il quarto più sofferto.
Iniziano gli ultimi 10’ e Pistoia è infilzata dalla tripla di Vitali che si sblocca (57– 60) ma Peak non è affatto “indolor” e con 6 punti capovolge di nuovo tutto (63– 60). Il play azzurro e Hamilton guidano il nuovo sorpasso esterno ancora da tre (63– 65) ma Pistoia risponde con Kerron Johnson che stampa il pari e poi “sbomba” il +5 (70– 65). I decibel e la temperatura al palazzetto sono altissimi, degna cornice di un finale convulso in cui gli errori abbondano. Per Pistoia sembra fatta dopo i liberi del capitano (72– 67 a 12” dalla fine) ma Hamilton trova una velocissima tripla (73– 70). Sulla rimessa Pistoia pasticcia e Vitali ha la palla del pari su cui Krubally si getta, deviandola in tribuna come un mediano calcistico sull’ultimo contropiede avversario. A chiudere è il fallo su Gladness (che sbaglia i liberi) ma che consegna due punti d’oro a Pistoia. —
Elisa Pacini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
