Il Tirreno

Pistoia

il personaggio 

La seconda vita di Colombo nell’Hitachi calcio

Alessandro Benigni
La seconda vita di Colombo nell’Hitachi calcio

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pistoia. Dai luccicanti palcoscenici della Serie A ai campi polverosi di Terza Categoria con lo spirito che lo ha sempre contraddistinto, racchiuso alla perfezione nel suo slogan di sport e di vita, “Sorridi e divertiti” .

Parliamo ovviamente di Corrado Colombo: l’attaccante di Vimercate, ma pistoiese d’adozione, alla soglia dei 40 anni si è rimesso in gioco per l’ennesima volta. Dopo aver vestito le maglie di club blasonati come Atalanta, Inter, Torino, Sampdoria, Piacenza, Livorno, oltre ovviamente alle tre esperienze alla Pistoiese, il bomber è rimasto a “spiegare” calcio nei campionati minori della nostra provincia: prima il Quarrata, poi gli Amici Miei ad Agliana e adesso una nuova avventura in Terza Categoria, con la maglia della Polisportiva circolo aziendale Hitachi calcio. «E non ho alcuna intenzione di smettere», ci ha tenuto a precisare. Un trasferimento che può apparire sorprendente ma in realtà praticamente naturale, visto che da inizio stagione Colombo è il responsabile della scuola calcio Hitachi. «Con gli Amici Miei mi sono trovato benissimo – ci ha raccontato – La separazione è stata solamente una questione di tempistiche, perché tra il mio B&B e la scuola calcio non riuscivo più a conciliare gli orari con allenamenti e partite». «Lavorando già con la Pca Hitachi, ho pensato fosse giusto giocare con questa squadra (ultima in graduatoria, ndr) cercando di dare una mano per quanto possibile – ha spiegato – si è subito creata una bella atmosfera, anche grazie ai tanti eventi che vengono organizzati e ai bambini che vengono a vedere la prima squadra. Siamo molto soddisfatti della crescita della scuola calcio e spero che le cose possano andare per il meglio anche nel campionato di Terza».

Anche la “sua” Pistoiese non sta attraversando un bel momento: nonostante l’arrivo di Antonino Asta, infatti, la squadra è ancora nei bassifondi della classifica: «Ho conosciuto Asta al Torino – ha raccontato – è stato un grande capitano, amato dalla curva e stimato da tutti. Quell’anno abbiamo vinto un campionato insieme e ritrovarlo alla guida della squadra della mia città adottiva è un onore. Sono convinto che sia l’uomo giusto, un condottiero preparato e grintoso – ha continuato – però l’allenatore non basta, in campo ci vanno i giocatori». Sembra evidente la mancanza di una prima punta di peso. «Sicuramente, servono chili e centimetri là davanti». Un attaccante alla Colombo, per intendersi. E infatti tanti tifosi hanno fatto il suo nome: «Mi ha fatto piacere, segno che ho lasciato un bel ricordo – ha concluso Colombo – ma il mio presente si chiama Pca Hitachi Calcio».

Alessandro Benigni

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