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OriOra, sfatato il tabù del PalaBigi in serie A Finalmente decisivo l’apporto degli italiani

Federico Guidi
OriOra, sfatato il tabù del PalaBigi in serie A Finalmente decisivo l’apporto degli italiani

Pistoia ha vinto per la prima volta a Reggio Emilia nella massima serie e fondamentali sono state le seconde linee

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L’OriOra ci ha preso proprio gusto e dopo la vittoria di Sassari è andata a sbancare anche il PalaBigi di Reggio Emilia (82-84). La squadra biancorossa in una settimana ha cambiato completamente la stagione, imboccando quella svolta salvifica che era quanto mai necessaria e che pareva altamente improbabile da trovare in queste due trasferte. A fine gara coach Alessandro Ramagli ha sottolineato l’importanza dell'ultima vittoria: «Abbiamo riaperto il campionato per la nostra parte della classifica ed è un aspetto importante. Due settimane fa c’era già la bara del misuri, come si dice a Livorno. Il film è ancora lungo da vedere, avremo altri momenti di difficoltà ma abbiamo il vantaggio che uno l’abbiamo passato e quindi conosciamo cosa si prova». Per questa nuova impresa i biancorossi non si sono fatti mancare nemmeno il finale thrilling, con tanto di canestro a l’ultimo secondo realizzato con una giocata clamorosa di Kerron Johnson, uno di quelli alla vigilia erano in dubbio e dunque non al meglio fisicamente. «Dovevamo dosarne l’impiego vista la situazione – ha detto il coach del Pistoia Basket – Kerron ha messo dentro un canestro importante, di budella più che di energie». La partita di sabato sera dunque va a iscriversi di diritto nel lunghissimo elenco di gare memorabili, in positivo e in negativo, che la squadra pistoiese ha giocato nell’impianto di via Guasco. Al PalaBigi il 7 ottobre 2007 il popolo biancorosso è tornato a godersi una partita di Serie A, poi le due squadre negli ultimi undici anni hanno vissuto insieme quasi tutti i campionati di Legadue e Serie A, dando vita a sfide memorabili. Come dimenticare infatti le due disfatte del 2011 e del 2017, entrambe terminate con pesantissimi -48, oppure la vittoria del Pistoia Basket in rimonta nel 2012.

L’ennesima gara complicata dell’OriOra, con Peak ko dopo poco per aver sbattuto la testa in maniera violenta contro l’appoggio del canestro e capitan Johnson fuori molto presto per falli, la squadra pistoiese ha saputo andare oltre le difficoltà. «E’ stata una vittoria strameritata dopo una partita ben giocata, anche se qualcosa da migliorare c’è come le palle perse nella prima metà della gara. Nel finale potevamo crollare con Peak in ospedale, Kerron Johnson che si è messo le scarpe stamattina dopo dieci giorni senza allenamenti e Dominique Johnson fuori per falli. Gli aspetti mentali che avevamo visto a Sassari sono venuti fuori anche a Reggio, in questa situazione. Il dio del basket ha premiato chi ha meritato la vittoria». L’Oriora contro Reggio nel finale ha vacillato ma non ha mollato la preda e alla fine i reduci di Ramagli hanno sfatato un altro tabù, il campo reggiano dove i nostri non avevano mai vinto in A1. Quello del PalaBigi è stato un successo del collettivo, arrivato anche grazie ad un apporto decisivo della panchina. «Non ci siamo fatti mancare niente – ha aggiunto Ramagli – venerdì non abbiamo fatto nemmeno allenamento perché Bolpin ha avuto un problema alla caviglia, così come Krubally. Forse porta bene non fare allenamento prima della gara, visto che anche a Sassari a causa delle mute che Alitalia non ci aveva fatto arrivare, non ci siamo allenati. La situazione comunque era complessa anche per loro perché erano senza Butterfield e avevano fuori Elonu». La conferma importante per Pistoia è arrivata soprattutto dalla panchina italiana che ha saputo portare un contributo importante dato che il 44% dei punti sono arrivati dalle seconde linee, con gli italiani che hanno segnato 33 punti. «Direi che in questo momento non c’è da attaccarsi a chi non c’era, ma a chi c’era che ha dato la giusta risposta anche con quintetti fantasiosi». —

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