Sicurezza
Capecchi: «Non abbiamo fatto ancora nulla»
Il presidente si gode la prima vittoria e tiene i piedi per terra ma si toglie un sassolino: «Decisivo dare fiducia a Ramagli»
Pistoia
Ha vissuto da lontano la sua prima vittoria da presidente del Pistoia Basket, alla vigilia di un viaggio di lavoro che l’ha portato in Inghilterra da cui Massimo Capecchi non nasconde la grande gioia. Una gioia liberatoria dopo sei sconfitte pesanti, come quella evidente sui volti della squadra esultante dopo lo scacco matto al Banco di Sardegna di fronte al manipolo di baraondini che avevano raggiunto Sassari.
«Non abbiamo fatto ancora nulla – dice subito il presidente dell’Oriora tenendo giustamente i piedi per terra – ma diciamo che una lucina in fondo al tunnel si vede. È stata una vittoria sorprendente e per questo ancora più bella. Forse in trasferta la squadra ha giocato con meno pressione ma penso che sia una vittoria meritata perché i ragazzi, come ha sempre detto il coach, si sono allenati bene, continuando a lavorare sodo nonostante tutto. E penso che anche la società se la meriti: abbiamo tenuto botta e abbiamo fatto una scelta non scontata come quella del cambio di formula, dando fiducia a Ramagli che non è mai stato in discussione».
Nessuna reprimenda dopo le 6 sconfitte, “nessuna punizione” per la squadra che – a chi la segue ogni giorno anche nel lavoro in palestra – ha sempre dato l’idea di non abbattersi nonostante le difficoltà. E forse proprio la “normalità” interna allo spogliatoio, nonostante la tensione generale, è stata la chiave che ha aiutato Johnson e soci a sbloccarsi nella difficile trasferta di Sassari contro l’ambiziosa Dinamo del Diablo Esposito.
«Non ci sono stati confronti particolari con la squadra nell’ultima settimana – dice Capecchi –. Era stata una settimana relativamente tranquilla nonostante l’infortunio di Kerron Johnson. La vittoria è tutta merito loro, i ragazzi si sono compattati e a Sassari sono venuti fuori, mostrando il lato migliore. Dobbiamo fargli solo i complimenti: qualcuno ha cantato sopra il coro ma tutti hanno messo il loro mattone. Ora c’è da tornare in palestra con la stessa umiltà ma sicuramente con un cuore più leggero e non è poco».
Davanti a un Banco stanco dal doppio impegno campionato-coppa ed ancora incapace di mostrare il suo potenziale, l’Oriora ha trovato quelle risposte tecniche finora latenti su cui si era basata la costruzione del roster in estate. Un roster corto, pieno di scommesse, tutto da verificare che nelle prime sei giornate era sembrato però peggio di quello che si poteva pensare. E di quello che il precampionato aveva fatto vedere, con i suoi pro e i suo contro. In Sardegna si è visto finalmente il ruolo guida di alcuni giocatori più talentuosi ed esperti e la grinta di un gruppo generalmente operaio che deve lottarsi la salvezza su ogni pallone. «Come ha detto il coach – chiude Capecchi – non potevamo essere così brutti prima e non dobbiamo credere di essere così belli dopo una vittoria. C’è tanto lavoro da fare ma questo successo ci dà fiducia».
Fiducia da sfruttare sabato pomeriggio a Reggio Emilia in una potenziale sfida salvezza con la Grissin Bon (4 punti in classifica). Pistoia avrà in più Gladness, che da martedì si allenerà con i biancorossi. –
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