Il Tirreno

Pistoia

L'ex Esposito parla dei mali della società biancorossa

Elisa Pacini
Il tecnico Vincenzo Esposito
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Il tecnico Vincenzo Esposito

Il  tecnico che ora guida Sassari, prossimo avversario dell'OriOra, sottolinea “i miracoli” fatti durante la sua esperienza nella città di Giano e il fattore economico come uno dei punti deboli della società

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PISTOIA. Arrabbiato dopo tre sconfitte consecutive del suo Banco di Sardegna, squadra “intrigante” come la definisce lui con quella fiducia nei propri mezzi che è parte integrante del personaggio Vincenzo Esposito, insieme ad una grande conoscenza di questo giochino espressa prima da giocatore e poi da coach. Carriera, quella in panchina, che il Diablo ha acceso nel triennio di Pistoia con picchi incredibili (l'ebbrezza del primo posto in classifica in un'altra stagione all'insegna del ridimensionamento dopo l’era Moretti, due partecipazioni ai playoff consecutive) e l'altalena dell'ultima stagione. Una “città adottiva” immersa ora nelle difficoltà di un inizio stagione che «potevano esserci anche prima perché la situazione economica era questa» dice con la sua schiettezza Esposito. Ben mascherata, anche, dal carisma dell’uomo dei “miracoli”. Che, nonostante la sua aurea da uomo di ghiaccio, alla "prima" contro Pistoia ammette: non sarà una domenica come le altre.

SASSARI. « Siamo contenti - dice a proposito dell'inizio col Banco - in campionato abbiamo giocato buone gare, alcune perse per errori normali per una squadra assemblata da poco che ha appena ritrovato il play titolare (Smith, ndr). Siamo tra le prime otto della classifica e lì vogliamo rimanere. Mentre in Coppa siamo qualificati al turno successivo». Al nucleo della passata stagione (Polonara, Bamforth, DeVecchi, Spissu) il Diablo ha aggiunto l'esplosività di Petteway (lanciato da lui a Pistoia) e del semirookie Thomas, la grinta di Gentile senior e del gigante bianco Cooley. «Un potenziale intrigante per il campionato italiano- dice Esposito- in grado di mettere tutti in difficoltà, anche se le varie Milano, Venezia e Avellino hanno una o due marce in più».

PISTOIA. Amalgama da perfezionare, motore di grossa cilindrata da spingere al massimo. Problemi ben diversi da quelli dell’OriOra lontana da trovare gli equilibri in una situazione, anche fuori dal campo, delicata in cui Esposito ha vissuto fino all'altro ieri. «Anche negli anni scorsi la situazione economica è sempre stata difficile - commenta il Diablo - la gente forse non se ne rendeva conto, perché abbiamo mascherato bene. Ma quando si parlava di miracoli fatti era vero. Quest’anno finora ciò non è avvenuto, ma potenzialmente siamo sempre stati a rischio di campionati difficili. Io penso che, nonostante questo, Pistoia ha un roster che alla lunga può venir fuori dagli ultimi posti». Di rischi alla guida di Pistoia se ne è presi molti, quest’anno forse - roster alla mano - sono stati troppi? «I rischi ci sono sempre e per tutti- continua- ci si aspetta di trovare sempre il Kirk o il Boothe di turno ma non è così. Quest’anno Pistoia ha fatto il massimo con quello che aveva. E non dimentichiamo che ha incontrato Venezia e Milano nelle prime giornate».

SASSARI - PISTOIA. Domenica Pistoia sarà senza Kerron Johnson e Gladness. «Mi preoccupo del mio, lo sapete- chiude il Diablo- anche se Pistoia è la mia casa adottiva, nei 40’ di partita non esistono amici. Penso a vincere: sono arrabbiato, veniamo da tre sconfitte consecutive e dobbiamo ripartire con una vittoria. E’ ovvio che non è una partita come tutte le altre. Per le persone che incontrerò. Amici veri». —


 

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