Gioco
Mickell Gladness nel mirino del Pistoia Basket
Lungo di 2,11 metri per 106 kg, ha “difeso” i canestri di mezzo mondo. L’ufficialità forse già nella conferenza di stamani
pistoia
Tanto tuonò che piovve. Confermata la fiducia ad Alessandro Ramagli, qualcosa in casa Pistoia Basket cambierà visto che nella conferenza stampa programmata per stamattina, la società comunicherà il passaggio al 6+6 e potrebbe già ufficializzare il nome di Mickell Gladness come nuovo lungo dell’Oriora.
Trentadue anni compiuti, nato a Birmingham in Alabama, nel profondo sud degli States, arcigno gitano del basket, con i suoi 211 centimetri e 106 kg ha “difeso” i canestri di mezzo mondo. Australia, Nuova Zelanda, Estonia, Spagna e Israele (Ironi Nes Ziona) dove la sua avventura sembra già finita sono le tappe del giro del mondo degli ultimi anni dopo una buona carriera a stelle e strisce con due titoli di D League e qualche comparsata in Nba tra Golden State e Miami. Un marcantonio, un intimidatore d’area con medie che premiano la presenza a rimbalzo più che il lato realizzativo, che potrebbe coprire quella voragine sottocanestro aperta in un’Oriora nettamente sconfitta sotto i tabelloni in ogni sua uscita. Se la trattativa andrà in porto, sarà lui il centro che la società cerca da settimane in un mercato in cui la politica attendista del club biancorosso si è scontrata con la “caccia al lungo” che accomuna diverse squadre di serie A. Proprio nelle ultime ore Ben Ortner, lungo austriaco di 35 anni con tanta A1 nel curriculum, è tornato a Reggio Emilia che come Pistoia abbandona così il 5+5 e la possibilità di rimpolpare le casse societarie con il premio italiani che sarà spartito tra Trento, Brescia e Cremona. Le uniche società rimaste alla formula dei 5 italiani e 5 stranieri. Pistoia cambia, almeno così pare, prova a scuotere la squadra, con quel cambio di formula che porta ad allungare la coperta e che sembra l’unica possibilità per sterzare un campionato iniziato con sei schiaffi, uno più forte dell’altro.
Un’ipotesi dispendiosa dal punto di vista economico, ma qualsiasi altra operazione lo sarebbe stata a meno di riuscire a metter dentro qualcuno, tagliandone un altro già certo di una nuova destinazione. Facendo quell’operazione a costo zero che in due settimane di immobilismo apparente piuttosto incomprensibile da parte della società, non si è riusciti a fare perché è molto difficile. Due settimane, quelle passate dalla conferenza stampa post Brindisi, dove il presidente Capecchi aveva allontanato l’ipotesi del cambio formula. Ora si torna sui propri passi. Con altre due sconfitte sul groppone, a Trieste e con Cremona, che hanno messo a nudo i limiti di una squadra costruita in estate su equilibri precari. –
ELISA PACINI
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