Gioco
«A caldo ho pensato di metterci la faccia Forse ho sbagliato»
il retroscenaDa dieci anni esatti è il fido scudiero, il fedele collaboratore, l’angelo custode degli allenatori del Pistoia Basket. In un rapporto di simbiosi tecnica con Paolo Moretti prima, come...
il retroscena
Da dieci anni esatti è il fido scudiero, il fedele collaboratore, l’angelo custode degli allenatori del Pistoia Basket. In un rapporto di simbiosi tecnica con Paolo Moretti prima, come “acquasanta” nella coppia esplosiva (specie per gli avversari) del Diablo Esposito poi, e ora da spalla di Alessandro Ramagli. Pistoiese doc, allenatore cresciuto in via Fermi, patrimonio della Pistoia cestistica. Fabio Bongi è tutto questo. Quindi vederlo “nel mirino” di alcuni tifosi a fine gara, separato dalle forze dell’ordine dalla curva dove si è fermato uscendo dal campo dopo il ko con Cremona, è stato per molti la peggior chiusura di una serataccia in campo e fuori. Una scena che, forse proprio il clima acceso generale, ha fatto sembrare più brutta di quella che è stata. E il giorno dopo è lo stesso Fabio Bongi a stemperare i toni. Ringraziando per l’affetto dei tanti che l’hanno chiamato anche dopo le parole di Kerron Johnson.
«Le accuse a Fabio mi hanno dato fastidio – aveva detto il play in sala stampa – non se le meritava. Nessuno va in campo per perdere, questo sia chiaro. Le persone sugli spalti devono dare l’esempio e tenere atteggiamenti adeguati come noi in campo».
È proprio Bongi che invece, sull’accaduto, tiene a precisare come non ci siano state offese personali né prima né dopo. E in primis fa mea culpa. «Forse avrei dovuto avere un atteggiamento più da professionista – ci dice – forse in questi casi meno cose si dice, meglio è. Non si può dare spiegazioni a chiunque, è giusto mantenere un distacco di ruoli tra noi professionisti e i tifosi che hanno il diritto di fischiare se lo spettacolo non gli piace. Ma a caldo ho ritenuto di metterci la faccia, di andare a dire ad alcuni tifosi che se la stavano prendendo con le persone sbagliate. Che se loro sono inferociti, che se per la gente questa situazione è pesante, i primi a sentirla così siamo noi. Per questo sono andato a parlare da pistoiese ai pistoiesi e, al di là dei toni che possono esser stati forti visto il clima, il confronto è stato all’insegna del rispetto».
«Non è successo nulla – conclude Bongi – ho sbagliato perché la situazione poteva essere travisata, come poi è successo». —
ELISA PACINI
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