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Ramagli: «Il livello di autostima è basso»

triesteIl punteggio finale dall’Allianz Dome di Trieste, 96-79 per l’Alma, non racconta in modo veritiero la disfatta a cui è andato incontro il Pistoia Basket in terra giuliana. Senza timor di...

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Il punteggio finale dall’Allianz Dome di Trieste, 96-79 per l’Alma, non racconta in modo veritiero la disfatta a cui è andato incontro il Pistoia Basket in terra giuliana. Senza timor di smentita, possiamo dire di aver assistito alla peggior partita dell’era Alessandro Ramagli sulla panchina biancorossa: «Tra noi e loro c’è stata troppa differenza di energia, di profondità di roster e di confidenza per poter essere competitivi qua - ha esordito il coach livornese - appena sono iniziate le prime rotazioni, abbiamo subito un parziale che è risultato decisivo. Il livello di autostima è basso, basta guardare la percentuale ai liberi: metterne 17 su 31 significa praticamente perdere, perché a Trieste contro una difesa molto aggressiva devi essere pronto a concretizzare i giri in lunetta». Ma certamente sarebbe sbagliato ridurre questo rumoroso tonfo agli errori a cronometro fermo: «Ci sono stati tanti momenti che potevamo sfruttare per stare un po’ più attaccati al match, ma non lo abbiamo fatto - ha spiegato - oltre ai liberi, penso alle palle vaganti, alle perse, ai falli non spesi: sono tutti fattori che si possono ricondurre alla poca fiducia. Ma al di là dell’aspetto strettamente mentale, che comunque mi preoccupa molto, serviva una partita diversa sul piano fisico e dell’energia».

Trovare qualcosa da salvare è obiettivamente difficile: «Quando abbiamo provato a fare quello che dovevamo, eravamo funzionali - ha detto Ramagli - però ci manca la continuità: quando andiamo sotto iniziamo a guardare il punteggio, ci demoralizziamo e perdiamo la presa sulla partita». Dopo cinque sconfitte, la panchina inizia a traballare: «Mi sento sempre in discussione, è normale. Ovvio che sono il primo responsabile però credo che si debba valutare la situazione a tutto tondo. Siamo un gruppo giovane che va costruendosi e i primi cinque non possono fare sempre bene e essere sempre perfetti». Insomma, il coach si aspetterebbe qualcosa in più dalla panchina. Magari sotto forma di aiuto dal mercato: «Le partite che abbiamo giocato hanno dato risposte chiare, basta aprire gli occhi e vedere - ha concluso senza giri di parole - lo ha detto anche la società in settimana: se la squadra è così in difficoltà, probabilmente c'è bisogno di qualcosa in più. Poi ovviamente gli aspetti prettamente economici non sono di mia competenza, ma è bene tenere gli occhi aperti». —

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