Sicurezza
«Sconforto? Dopo 4 ko facemmo una grigliata»
Il ricordo di Meini, che era nella magica Tesi Group che raggiunse gara 5 dei quarti playoff con Milano «Mai far prevalere la rassegnazione Ai tifosi dico: sostenete la squadra»
PISTOIA. A Trieste per ripartire. Lasciandosi alle spalle lo scoramento che le 4 sconfitte filate ha prodotto nell’Oriora. Quello scoramento che deve essere in primis combattuto come dice Guido Meini, uno dei protagonisti del primo incredibile anno di A1 del Pistoia Basket, partito proprio con le stesse 4 sconfitte e finito a far paura a Milano nei playoff. Stagione 2012/ 2013, la matricola Tesi Group atterra bruscamente nella massima serie sbattendo su Cantù, Avellino (in casa), Sassari e Milano. Per poi battere soffrendo Cremona (5ª giornata) ed involarsi verso la storia.
«Ogni situazione è diversa– dice Guido Meini “il pistoiese” (come cantava la curva), attuale play di Montecatini in serie B, uno dei pochi baskettari che gode di grande stima (ampiamente meritata) da entrambe le parti del Serravalle– e le ricette non sono tantissime. Io spero davvero che si inverta la rotta e che Pistoia torni ad essere quello che è stata negli ultimi anni. Se lo merita la società e se lo meritano i tifosi, tutti hanno creato un ambiente che non si trova facilmente. Mi piacerebbe che lo sentissero i giocatori anche se penso ne siano già consapevoli ad iniziare da Gianluca (Della Rosa, ndr) che è pistoiese, è cresciuto lì». A vederla ora, quella squadra in cui Meini, Cortese e Galanda facevano da apripista in Italia ai vari Wanamaker, Washington, JJ Johnson, Gibson e Daniel (poi diventati protagonisti in Italia ed Europa con Wana in Nba) rimane una delle più forti viste a Pistoia. Eppure 4 americani su 5 erano all’esordio in Italia.
Quale fu la scossa? «È vero che gli americani erano nuovi ma c’era anche un nucleo di giocatori che avevano vissuto la promozione l’anno prima. Posso dire che noi non abbiamo mai avuto sconforto. Un giorno facemmo una grigliata tra noi al palazzetto, questo per dire che grado di rassegnazione avevamo dopo 4 sconfitte. L’interruttore fu la vittoria con Cremona, da lì si accese il palazzetto e partì la cavalcata che ci portò a gara5 nei playoff a Milano. Capisco la preoccupazione dei tifosi. Ma a loro dico di sostenere il più possibile la squadra». –
ELISA PACINI.
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