Italia
«Se le verifiche sismiche andranno bene, in un mese arriveremo a 2.500 posti»
pistoia«Cerchiamo di apprezzare l’impegno e il risultato, andare a Pontedera sarebbe stato un fatto grave». Scongiurato il rischio dell’esilio il patron della Pistoiese, Orazio Ferrari, prova a fare...
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«Cerchiamo di apprezzare l’impegno e il risultato, andare a Pontedera sarebbe stato un fatto grave». Scongiurato il rischio dell’esilio il patron della Pistoiese, Orazio Ferrari, prova a fare ordine dopo una settimana carica di novità. «Ci voleva proprio un miracolo e credo ci sia stato. Giochiamo nel nostro stadio grazie all’impegno di tutti: io ho fatto la mia parte ma dobbiamo ringraziare anche prefettura, questura, vigili del fuoco, il nostro sindaco Tomasi, l’assessore Magni e tutti i tecnici che hanno lavorato a questa soluzione».
Ferrari presenta il programma di lavoro dei prossimi mesi: «La problematica principale non è di tipo strutturale ma di verifica sismica. Queste verifiche vanno fatte e servirà un mese. In caso di esito positivo la tribuna ovest potrebbe dare la possibilità di tornare ad avere 2000/2500 posti. Per la curva nord c’è un problema strutturale, dopo queste verifiche capiremo se la situazione è sanabile o se bisogna demolire, strada questa già obbligata per quanto riguarda la gradinata».
La riflessione di Ferrari poi si proietta al futuro, sognando cosa potrebbe diventare il “Melani” in un prossimo futuro. «Con due piazzali al posto della nord e della gradinata si possono pensare le successive fasi lavorative per ricostruire. Magari potremmo avere una nord coperta, da 2000/3000 posti, così da arginare una bella fetta di interventi. Inoltre la situazione spogliatoi è precaria perché sono vecchissimi, serve una palazzina per spogliatoi decente, isolata dalle aree dei tifosi – aggiunge ancora il patron arancione– quindi credo che lo spazio demolito della gradinata sarebbe perfetto». A meno di un improbabile benefattore appare chiaro che il Comune e la società arancione dovranno trovare un accordo per trasformare le criticità in opportunità. «Sono argomenti di cui stiamo parlando con le istituzioni, serve capire qual è la soluzione migliore e come realizzarla». Insomma, l’affaire Melani non è certo finito qui. –
F. G.
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