Il Tirreno

Pistoia

basket serie a 

Grinta, fatica e tanta tecnologia: al via l’avventura dei biancorossi

FEDERICO GUIDI
Grinta, fatica e tanta tecnologia: al via l’avventura dei biancorossi

Sarà il preparatore atletico Gianluca Mazzoncini a dettare i ritmi del lavoro «Il coach mi ha detto che i ragazzi devono correre e saltare: musica per me»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

In queste prime settimane di preparazione in vista della nuova stagione del Pistoia Basket, gran parte del tempo sarà dedicato alla parte atletica. A dirigere il lavoro, come sempre dal suo ritorno a Pistoia nel 2011, ci sarà Gianluca Mazzoncini. Con il preparatore atletico biancorosso abbiamo fatto una chiacchierata per capire come si svilupperanno i questi primi allenamenti.

Che tipo di lavoro ha preparato per queste prime settimane di raduno?

«Dal coach sono arrivate poche indicazioni ma molto precise. Abbiamo impostato una preparazione standard per questi primi 15/20 giorni, anche le amichevoli non sono troppe e andranno in crescendo come livello degli avversari e impegno richiesto. L’eccezione è il torneo di Lucca, che arriva presto per il tipo di fatica e di sforzo che richiederà, ma ci servirà per capire meglio la squadra».

Che idea si è fatto del nuovo coach e del suo modo di lavorare?

«Ramagli si è presentato bene, è un coach molto presente. Mi piace, ci conoscevamo ma non abbiamo mai lavorato insieme. Quando ho iniziato la mia carriera, a Livorno, ho avuto a che fare con Sandro Dell’Agnello e Walter De Raffaele, altri due livornesi che come Ramagli amano fare “rumba” e chiedono aggressività in campo. Mi ha detto che i ragazzi devono correre e saltare, musica per me. Ha iniziato chiarendo i compiti e i ruoli di ciascuno nello staff, ci ha dato fiducia come avevano già fatto Moretti ed Esposito gli anni scorsi».

Invece della squadra allestita dal Pistoia Basket cosa pensa?

«Come sempre abbiamo cambiato tutto. Alcuni italiani come Della Rosa, Di Pizzo e Severini sono vecchie conoscenze, e anche degli altri italiani sappiamo la storia. Diciamo che la base della squadra è ben conosciuta e rappresenta la nostra scommessa, anche a livello fisico. Di sicuro lavorare con loro è più stimolante che farlo con atleti già fatti ed evoluti: la prospettiva di farli crescere è una bella motivazione. Rispetto alla squadra dello scorso anno invece gli stranieri dovranno giocare più minuti, dunque con loro dovremo fare un lavoro che vada in questo senso».

Ogni giorno sui social vediamo i giocatori al lavoro: ormai la preparazione dell’atleta non inizia più con il raduno ma molto prima. Che indicazioni ha dato ai nuovi giocatori in vista del loro arrivo a Pistoia?

«Ho parlato con tutti i ragazzi dopo che avevano firmato e avevano parlato con coach Ramagli. Gli italiani li abbiamo valutati e visti a giugno, con gli americani abbiamo organizzato il lavoro via Skype e Whatsapp. Con tutti abbiamo stilato un programma di lavoro condiviso per essere pronti al raduno. Oggi non succede più che arrivino atleti fuori forma o sovrappeso, tutti lavorano in estate e si presentano con la base necessaria per iniziare».

Come è cambiato il suo lavoro in squadra in questi anni e che peso ha la tecnologia nella preparazione atletica di una squadra di basket professionistico come Pistoia?.

«I budget non aiutano, rispetto a sport come il calcio ci sono meno soldi da investire anche in questo aspetto. Da quindici anni a questa parte il lavoro è cambiato e c'è molta tecnologia, che aiuta tantissimo. Al Pistoia Basket usiamo cardiofrequenzimetri, gps indoor e soprattutto la telemetria, con cui monitoriamo non solo il carico degli allenamenti ma anche come gli atleti recuperano. Ci sono tanti dati da analizzare e questo richiede persone che li lavorino». —

FEDERICO GUIDI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web