Il Tirreno

Pistoia

Gabbrielleschi, un argento Europeo velato di tristezza

Elisa Pacini
La campionessa Gabbrielleschi davanti all'ingresso della piscina Fedi a Pistoia
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La campionessa Gabbrielleschi davanti all'ingresso della piscina Fedi a Pistoia

La campionessa di Pistoia rattristata per la situazione di degrado in cui versa la piscina Fedi, parla dei suoi prossimi obiettivi con Mondiale ed Olimpiadi

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PISTOIA. Davanti ai muri imbrattati, ai sigilli alle porte, alle vetrate malmesse da cui si intravede quello che rimane dell'unica piscina olimpionica di Pistoia chiusa da due anni, nel polo sportivo intitolato al partigiano Silvano Fedi, l'argento europeo di Giulia Gabbrielleschi brilla ancora di più. Perchè partendo da una città che vede nei problemi cronici all'impiantistica sportiva, una delle sue vene più aperte, raccogliere medaglie internazionali profuma d'impresa. Giulia, appena tornata dalla Scozia dove ha domato le freddissime acque del Loch Locomond, dando del filo da torcere fino alla fine nella 10 km d'argento alla campionessa olimpica olandese Sharon Van Rouwendaal, tiene al collo una medaglia che ricorda come Pistoia sia debitrice ai suoi campioni d'acqua.

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«E' stata una giornata indimenticabile- racconta Gabbrielleschi- salire sul podio all'Europeo era uno dei miei obiettivi della stagione, ma una parte di me non pensava che fosse possibile. E' stata una grande soddisfazione, dopo tanti sacrifici e tanto impegno. In gara mi sono divertita moltissimo».

L'aspirante poliziotta, che studia Sociologia e vuole specializzarsi in Criminologia e ha scelto le Fiamme Oro di Napoli come gruppo sportivo, anche per coltivare questa seconda passione è davvero una ragazza grintosa e con le idee chiare. «Quando sono stata a Napoli con le Fiamme Oro- dice la ventiduenne fondista della Nuotatori Pistoiesi- ci hanno portato in giro, siamo andati a Scampia, ho partecipato a tanti incontri dove il nuoto e lo sport sono parte integrante della lotta quotidiana alla criminalità, per diffondere tra i giovani una cultura di legalità». In questo momento l'attività sportiva ha il sopravvento: dopo qualche giorno di vacanza («ma solo una settimana senza nuotare» precisa) tornerà a faticare in vista dell'ultimo impegno di Coppa del Mondo a novembre. E soprattutto in vista di un anno chiave, come il 2019 in cui i Mondiali qualificheranno alle Olimpiadi di Tokyo. «Il mio sogno? Penso che per tutti gli sportivi non possa essere che l'olimpiade- dice- lo sogno da quando avevo 4 anni. Per noi del fondo l'avvicinamento è molto duro perché le qualifiche partiranno molto presto. Dai mondiali del prossimo anno, dove solo due italiane potranno accedere alla 10 km. Qualificarsi ai mondiali sarà il primo step. Le mie giornate? Nuoto e studio, quando ci avviciniamo alle gare arrivo anche a fare 100 km a settimana. Quando sono in vacanza? Non sono abituata a stare senza allenamento, mi concedo le dormite la mattina, mi coccolo mi fratello che vedo poco e la nutella per cui sono molto golosa».

«Qui davanti mi viene quasi da piangere- chiude Giulia davanti alla “Fedi” chiusa - è brutto vederla così. Ha fatto parte dell'infanzia di tutti i pistoiesi, era l'unico impianto a norma a Pistoia. E' un peccato vedere che a Pistoia non ci sono impianti per permettere a noi di allenarci con tranquillità». —
 

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