Il Tirreno

Pistoia

C’è dottor Pistoiese dietro al trionfo delle lady del basket

di Saverio Melegari
C’è dottor Pistoiese dietro al trionfo delle lady del basket

Roberto Barbieri nello staff azzurro del Mondiale 3 contro 3 A dicembre riceverà il collare d’oro direttamente dal Coni 

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PISTOIA . Dal calcio al basket, quella che è sempre stata la sua prima passione. Sono giorni di grande lavoro, e di eguali soddisfazioni, per il medico sociale della Pistoiese Roberto Barbieri, conosciuto in città anche per essere medico di base, che seppur in maniera indiretta è stato protagonista di un traguardo storico per il basket italiano: il primo titolo mondiale conquistato da una squadra senior.

Certo, non sarà forse la più importante o più famosa, ma sicuramente la più esuberante: la Nazionale femminile di 3 contro 3 che ha vinto il titolo iridato a Manila, nelle Filippine, sorprendendo tutti. E Roberto Barbieri faceva parte dello staff “mondiale” , ricevuto ad inizio settimana al Coni dal presidente Fip Gianni Petrucci e dal presidente del Coni Giovanni Malagò per ricevere i complimenti ufficiali dello sport italiano in attesa della consegna del “Collare d’Oro” a dicembre.

Dal 1996 il dottore, da diverse stagioni medico sociale degli arancioni dopo esserlo stato anche di Olimpia e Pistoia Basket, fa parte del pool di medici della Nazionale che seguono le varie selezioni in giro per il mondo.

«È stato un successo incredibile – spiega o Barbieri, di passaggio nei giorni scorsi a Pistoia prima di ripartire per Andorra – si tratta della prima vittoria di un campionato del mondo (la Nazionale maschile ha vinto Europei e medaglie olimpiche ma mai iridate, ndr) per la Federazione in squadre senior nella storia. Le ragazze hanno fatto qualcosa di strepitoso: dopo il girone con Indonesia, Malesia, Turkmenistan e Repubblica Ceca, unica sconfitta che ci ha fatto chiudere la prima fase al secondo posto, è iniziata la grande cavalcata. Nei quarti di finale il successo sugli Stati Uniti, in semifinale sulla Cina al supplementare ed, in finale, contro la Russia. Anche se eravamo dall’altra parte del mondo giocavamo in casa: l’azzurro ha avuto molto appeal sul pubblico filippino ed il sostegno è stato totale».

Una rassegna non facile da gestire per lo staff tecnico e medico: nelle Filippine è periodo di tifoni, i controlli strettissimi sulla sicurezza, il gran caldo.

Tutti aspetti da curare alla stessa stregua degli schemi da mettere in campo agli ordini del Ct Angela Adamoli: «Avevo vinto in precedenza una medaglia d’argento – commenta – con gli under 16 nel 2006 ma questa ha tutto un altro effetto anche perché siamo partiti a fari spenti, complice una disciplina che deve prendere piede del tutto in Italia, e siamo rientrati con tanto clamore mediatico intorno a noi. Il 3 contro 3 è in grande crescita e sono convinto che nei prossimi anni si svilupperà ancora di più» .

Il trionfo mondiale, del tutto inatteso, è il primo passo di un percorso che la Federazione, e lo stesso dottor Barbieri, spera si concluda nel 2020 con un obiettivo ambizioso.

«Avendo conquistato questo Mondiale – conclude – è ovvio che il pensiero vada alle Olimpiadi di Tokyo ma prima ci sono altri obiettivi intermedi: le qualificazioni agli Europei ad Andorra (pass conquistato proprio in questo weekend, ndr) che ci saranno a settembre a Bucarest e poi il preolimpico fra un anno e mezzo» .

Un paio di settimane a Pistoia, nella quotidianità dei suoi pazienti, e poi riparte una nuova avventura sportiva: il via della stagione della Pistoiese con il ritiro estivo.

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