Gioco
Pistoia Basket, tutto tace sul fronte sponsor
Il neo presidente Capecchi cautamente ottimista: budget inferiore, ma possiamo lavorare al mercato
PISTOIA. No sponsor, no name. Uno slogan che scimmiotta una vecchia pubblicità di un famoso alconico italiano che nel basket ha il suo perché, visto che nel campionato italiano lo sponsor principale dà il nome alla squadra oltre ad un bel gruzzoletto di soldi con cui si paga la massima visibilità rispetto agli altri contribuenti.
Se un primo sponsor non c’è, allora ecco che si usa il nome del club come ha fatto Pesaro quest’anno evidenziando possibilità economiche limitate da rilanciare con idee e scommesse vinte. Un orizzonte, quello di iniziare il sesto campionato di A1 con il nome di Pistoia Basket 2000, senza aziende o marchi che lo impreziosiscono, che tutti in via Fermi cercano di scongiurare ma che nessuno al momento esclude. Perché ad oggi non ci sono novità sul successore di The Flexx che ha scelto di lasciare dopo due anni da main sponsor, pur rimanendo al fianco dei biancorossi. Uno scenario che avrà le sue ripercussioni sul budget che, al momento, come ci dice il presidente Massimo Capecchi è «inferiore a quello dell’anno scorso, anche se è un budget con cui si può lavorare e l’area tecnica sta lavorando al mercato giocatori e soprattutto è un budget che non può che crescere da qui ad ottobre quando inizierà il campionato».
Il neo patron biancorosso evidenzia che «al momento non ci sono contatti tali da dirsi vicino alla chiusura» rispetto al primo sponsor ma il nuovo consiglio d’amministrazione sta lavorando sodo su più fronti. Sia con nuovi contatti, provando ad allestire un pool di sponsor che portino forze fresche e che siano in grado di fare insieme da primo sponsor, sia con i contribuenti storici.
Un lavoro su cui lo stesso Capecchi si lascia scappare un «siamo moderatamente ottimisti» che smorza l’incertezza di queste ore dove le poche novità sul versante squadra, mentre altrove si annunciano colpi e ingaggi, fanno capire che Pistoia non può farsi prendere da colpi di testa ma deve soppesare ogni scelta. Prudenza, accortezza e lavoro: queste sono le parole d’ordine in via Fermi dove l’impegno è massimo sul versante marketing per coinvolgere ancora di più sponsor e tifosi e sfruttare il fatto che il Pistoia Basket è l’unico portavoce in serie A di una regione votata alla pallacanestro come la Toscana.
Elisa Pacini
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