Gioco
Finale Under 18: al Palaterme brilla la Stella Azzurra
Nella sfida tutta romana per lo scudetto contro la Virtus Hsc la spuntano le giovani promesse di Germano D’Arcangeli
MONTECATINI. Le finali nazionali Under 18 hanno premiato la programmazione, il coraggio, la lungimiranza della Stella Azzurra Roma, che in una finale dai pochi canestri ma dal tanto agonismo ha battuto la Virtus Hsc Roma (58-55) conquistando lo scudetto più ambito a livello giovanile, succedendo nell’albo d’oro alla Virtus Bologna.
La Stella Azzurra ha scritto un’altra pagina importante della sua storia giovanile, conquistando l’ottavo titolo giovanile negli ultimi quattro anni. «Non so se è un record, ma per la nostra società è la conferma della bontà del nostro lavoro e per i ragazzi è una grande soddisfazione dopo un anno di sacrifici senza mai tirarsi indietro» è il commento a caldo del coach neo campione d’Italia Germano D’Arcangeli, che ha potuto esultare con i suoi ragazzi grazie al magie di Paul Eboua, gigante d’ebano classe 2000, che, con 23 punti e 21 rimbalzi, ha decisamente deviato la sfida verso la sua squadra.
La finale è stata il trionfo delle mani fredde: Stella Azzurra ha chiuso col 27% dal campo, la Virtus Roma col 35%, sbagliando nell’ultimo quarto le triple che potevano riaprire la partita. «Abbiamo costruito bene l’ultimo tiro – ha dichiarato a fine partita il coach della Virtus Roma Stefano Bizzozi – ma non è andato a segno. I ragazzi erano stanchi, le nostre rotazioni sono sempre state limitate e dopo una settimana di gare sempre ad alto livello un calo era fisiologico. Voglio fare i complimenti alla Stella Azzurra perché non si vincono a caso così tanti scudetti giovanili in così pochi anni, ma faccio molti complimenti anche ai miei ragazzi e ad una società, la Hsc Roma, nata da poco ma già diventata grande».
Nella Virtus la solita buona gara di Aristide Mouaha, guardia del 2000 dalle gambe velocissime di cui sentiremo presto parlare, non è bastata per restare a contatto con gli avversari. Bizzozi ha provato con la zona a fermare la vivacità delle guardie della Stella Azzurra, ma i suoi lunghi poco hanno potuto contro l’esuberanza atletica e la forza dirompente di Eboua, autore di 14 punti nella ripresa con 12 rimbalzi offensivi e 3 schiacciate.
«Questa finale è stato un grande spot per la città di Roma – ha dichiarato D’Arcangeli – la dimostrazione che si può fare grande basket anche nelle grandi città. Lavorare sui giovani porta una soddisfazione immensa se poi i risultati sono questi».
Al terzo posto si è classificata la Grissin Bon Reggio Emilia, che nella finale per il terzo posto ha regolato la Mens Sana Siena (71-67), altre due squadre che hanno offerto un ottimo basket per tutta la settimana. Una partita vissuta sui canestri del senese Saverio Bartoli (24 punti, 13 rimbalzi, 6 falli subiti, 10/10 ai liberi) e sulla irruenza fisica e atletica del lungo reggiano Tchewa, un 2.12 al quale presto si spalancheranno le porte della serie A, autore di 26 punti e 13 rimbalzi, una costante per lui in queste finali.
Al termine, premiazione per le quattro squadre finaliste, per il miglior quintetto (Costi di Siena, Thchewa di Reggio, Panopio ed Eboua della Stella Azzurra e Mouaha della Virtus Roma) affiancati dalle vecchie glorie del basket montecatinese come Andrea Niccolai, Mario Boni, Massimo Masini e Paolo Monzecchi. Presente anche il sindaco Giuseppe Bellandi, che ha consegnato il premio a D’Arcangeli come miglior allenatore delle finali.
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